Dopo Pippo Marra all’AdnKronos, ci prova anche Francesco Gaetano Caltagirone. L’editore de Il Messaggero va allo scontro con la redazione comunicando l’avvio di una procedura per il licenziamento collettivo prevista dalla legge 223/91 per cinque giornalisti: quattro collaboratori fissi e un redattore a tempo pieno. Un “atto abnorme”, come lo ha definito la Federazione Nazionale della Stampa, il sindacato di categoria, ricordando che l’azienda è ancora nel periodo di stato di crisi dichiarato nel maggio 2012 sulla base della legge 416/81. E non può procedere a licenziamenti collettivi.

“Si tratta di un gesto grave e inaccettabile”, scrive il sindacato interno de Il Messaggero, il comitato di redazione, che dichiara “fin d’ora impraticabile la scorciatoia dei licenziamenti collettivi e si prepara ad assumere tutte le iniziative necessarie per sbarrarla nei fatti”. Anche perché l’iniziativa di Caltagirone, che in questi mesi ha anche effettuato delle assunzioni, non solo avviene senza rispettare gli accordi raggiunti con il sindacato, ma rischia di creare un precedente pericoloso proprio nel momento in cui è in corso la rinegoziazione del contratto nazionale giornalistico.

“Questo stato di crisi, il secondo in pochi anni, ha permesso all’azienda di ridurre sensibilmente i propri costi con l’uscita di 25 colleghi articolo 1 (dopo i quasi cinquanta usciti con il precedente). Altri risparmi di spesa – prosegue il Comitato di redazione – sono stati ottenuti con sacrifici a carico dei giornalisti e dei poligrafici”, che sono consapevoli della “grave crisi che investe tutto il settore”. Ma non sono disposti ad accettare procedure di licenziamento collettivo che gli editori vorrebbero invece poter utilizzare per abbattere ulteriormente il costo del lavoro e successivamente introdurre nelle aziende nuove formule di contrattualizzazione più precarie e meno retribuite.

“Il Comitato di redazione – conclude la nota – ritiene che l’applicazione della legge 223 al settore editoriale, fortunatamente appena sventata a prezzo di dure lotte dai colleghi dell’Adnkronos, sia un’eventualità da scongiurare a tutti i costi. Dichiara quindi fin d’ora impraticabile la scorciatoia dei licenziamenti collettivi e si prepara ad assumere tutte le iniziative necessarie per sbarrarla nei fatti”. Con il sostegno della Federazione nazionale che ha espresso “piena solidarietà e sostegno”.