Per anni la Cia ha ingannato il governo e i cittadini degli Stati Uniti nascondendo le brutalità commesse sui prigionieri durante gli interrogatori. Non solo. Gli agenti segreti si sarebbero presi meriti di alcune informazioni che i detenuti avevano fornito già prima di essere interrogati. Inoltre, l’agenzia avrebbe esagerato la portata dei piani terroristici per mantenere alta la tensione dell’opinione pubblica. E’ questo il contenuto di un rapporto della commissione intelligence del Senato statunitense.

Secondo il Washington Post – che ha raccolto le confidenze di alcuni funzionari Usa che hanno letto il documento – l’agenzia, attraverso il controverso programma di interrogatori adottato dopo l’11 settembre, avrebbe ottenuto scarsi risultati, dei quali avrebbe però amplificato l’importanza.

“La Cia – si legge nel documento – ha ripetutamente descritto il programma (relativo agli interrogatori, ndr) al Dipartimento di Giustizia e al Congresso come una modalità per mettere le mani su informazioni di intelligence che altrimenti non sarebbero state ottenute e che hanno aiutato a sventare complotti terroristici e salvare migliaia di vite. Questo era vero? La riposta è no”, afferma il rapporto di 6.300 pagine. Dalle quali affiorano anche le divisioni interne all’agenzia di spionaggio: tra i vertici che ordinavano di continuare gli interrogatori e gli agenti sul posto, che ritenevano di non poter più ottenere informazioni da prigionieri ormai stremati.

Il rapporto descrive inoltre tecniche di torture finora sconosciute. Oltre al famigerato waterbording – che consiste nel mettere uno straccio in bocca al prigioniero e versarci dell’acqua così da provocare la sensazione di annegamento -, gli agenti Cia in un sito di detenzione in Afghanistan sottoponevano i presunti terroristi allo schiacciamento della testa dentro una vasca piena di acqua ghiacciata. Una tortura mai apparsa nella lista di quelle approvate dal Dipartimento di Giustizia dopo l’attentato alle Torri Gemelle. La commissione di intelligence del Senato dovrebbe votare giovedì l’invio sommario del rapporto al presidente Barack Obama per la declassificazione.

Il rapporto è stato redatto sulla base di “storie dettagliate” raccontate da decine di persone detenute tra il 2002 e il 2006, durante la “guerra al terrorismo” scatenata dal presidente George W. Bush, che prevedeva il ricorso a tecniche di tortura. Sistema bandito nel 2009 da Obama.