In passato mi sono già espresso in questo blog riguardo alla sicurezza dei vaccini. In sostanza non avrei nulla da aggiungere a quanto ho già affermato e che risulta perfettamente in linea con quelle che sono le acquisizioni scientifiche in merito. Un recente articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, NEJM 2014; 370: 12091219, conferma quello che sostenevo nel post: le alterazioni della struttura corticale cerebrale dei bambini affetti da autismo sono presenti dai primi stadi prenatali di sviluppo. Le vaccinazioni si fanno dopo la nascita. Il documento ministeriale emesso dall’attuale ministra della Salute mi pare del tutto in sintonia con la realtà delle cose.

In questo post vorrei  analizzare perché  si stia sviluppando questa contestazione contro la pratica vaccinale. In effetti appare molto strano che qualcuno contrasti quello che è considerato incontestabilmente il maggiore successo della medicina nel campo della salute pubblica, e dal quale non deriva un profitto pari a ben altri guadagni, assicurati dalla vendita di farmaci, che non sono solo costosi  ma garantiscono trattamenti “vita natural durante” del paziente. 

La spiegazione più immediata e più rispondente al vero è che i mezzi di comunicazione di massa e la “Rete” in primis abbiano certamente consentito questa abnorme diffusione di idee sbagliate, di concetti confusi e raffazzonati, sostituendosi all’informazione scientifica. Allora si potrebbe obiettare potenziamo l’informazione scientifica e sconfiggeremo chi contesta le vaccinazioni. Ma è proprio vero che tali opinioni si possono confutare migliorando ed espandendo l’informazione scientificamente corretta. Un interessante articolo pubblicato sulla rivista Vaccine a firma di un’antropologa Anna Kata, (Vaccine 28 (2010) 1709-1716, discute appunto il ruolo di Internet nella diffusione dell’informazione anti vaccinista.

Raccomando la lettura integrale dell’articolo a chi riesce a procurarselo, perché  fornisce interessanti statistiche sull’uso di Internet e un’ampia discussione del tema che io non posso sviluppare per ragioni di spazio. In sostanza l’autrice raccoglie gli argomenti più frequentemente adoperati nei vari siti “obiettori”. La disinformazione può infatti prendere differenti linee di discorso. Alcuni si concentrano sulla mancanza di sicurezza dei vaccini, altri sulla mancanza di efficacia. Altri propagandano il ricorso a pratiche di medicina alternativa di vario genere. Altri ancora accusano le ditte produttrici (Big-Pharma) di lucrare cinicamente sulla pelle dei cittadini e dei loro figli. La conclusione che generalmente viene proposta dagli studiosi è quella di migliorare la quantità e la qualità dell’informazione scientifica, per poter persuadere un numero di persone maggiore e per così dire ridurre l’acqua in cui nuotano i pesciolini della contestazione. Però ci viene suggerito, e io sono perfettamente d’accordo, che il rapporto tra l’individuo e la scienza sta radicalmente mutando, in questo cambio di paradigma che ci coinvolge a cavallo di millennio. O meglio è il principio di autorità, in questo caso applicato alla scienza che viene messo in dubbio. Io però mi permetto di sospettare che molti altri principi di autorità  lo siano già o stanno per essere messi in dubbio. Ma il fatto è che le dinamiche riguardanti le tradizionali discussioni, nelle quali era prevista una “audience” che si mettesse a disposizione su un determinato argomento di uno scienziato esperto, come in una lezione scolastica, rischiano di non avere più valore. La parola dello scienziato, basata su dati scientifici incontrovertibili, ha lo stesso valore del blogger, autonominatosi “esperto”, che a sua volta cita studi spesso improbabili, pubblicati non si sa bene da chi e “peer  reviewed” da chissà chi.

Internet ha in sostanza aperto il chiavistello che chiudeva gli scaffali del sapere. La nuova mentalità rifiuta la conoscenza unica dettata dalla ragione, privilegiando la disinformazione e le falsità. Per cui sarà necessario affiancare al miglioramento dell’informazione scientifica anche un’analisi delle dinamiche proprie dei movimenti e della comunicazione spontanea in Rete. Mi auguro che questo possa avvenire molto presto perché i danni che i contestatori dei vaccini stanno compiendo, di fatto impedendo a fasce consistenti di popolazione di proteggersi e favorendo il risorgere e il virulentarsi di vecchie malattie, morbillo, poliomielite, pertosse, considerate debellate attraverso le campagne vaccinali dei decenni passati, e segnalate invece in ripresa, rischiano di creare serie problematiche di salute pubblica. Rischiano anche di compromettere la diffusione e quindi l’efficacia dei nuovi vaccini, come ad esempio quello contro il meningococco B, un microrganismo che è un vero “Killer”.