Lo scontro fra Cgil e Fiom continua. E adesso si combatte anche su “L’Unità”, il giornale che da sempre rappresenta il mondo dei lavoratori e della sinistra. E continua a colpi di inserzioni a pagamento. Sull’edizione del quotidiano in edicola oggi, a pagina dieci, viene pubblicata infatti una “lettera aperta” firmata da Claudio Di Berardino e Nino Baseotto, rispettivamente segretari generali di Cgil Roma-Lazio e Lombardia. Non è fatta indicazione esplicita, ma l’impaginazione mostra chiaramente che non si tratta di un articolo come gli altri, bensì di uno spazio pubblicitario acquistato dal sindacato. Per sparare bordate contro i “compagni” della Fiom (LEGGI).

La “lettera aperta”, infatti, è un attacco tout court nei confronti del recente operato di Maurizio Landini. Al centro del documento c’è il nuovo Testo unico di rappresentanza sindacale firmato da Cgil, Cisl e Uil e Confindustria, che è stato duramente criticato dal segretario Fiom. Di Berardino e Baseotto rivendicano “la vitalità e la democrazia della Cgil”, che saranno rafforzate dall’accordo sottoscritto. E invece puntano il dito su quelle “scelte contrattuali calate dall’alto e verticistiche da cui neanche la Fiom è attualmente estranea”. Nella seconda parte del testo, poi, l’accusa è ancor più forte: si parla di “uso di giornali e televisioni”, “personalizzazione” e “scimmiottamento dei partiti e dei politici”. Si contesta al segretario della Fiom “una certa timidezza” nel prendere posizione contro il governo che chiude le porte alla concertazione sindacale (rinfocolando così le voci che darebbero Landini in avvicinamento a Matteo Renzi, anche a seguito dei dissidi interni). E si conclude addirittura che, in questo momento così delicato, “il primo a indebolire la democrazia all’interno della nostra organizzazione è proprio il segretario generale nazionale della Fiom Cgil”.

Un attacco duro, diretto. E a pagamento. Di cui uno dei due autori, Nino Baseotto, rivendica forma e sostanza. “Abbiamo scelto questa strada perché ci sembrava la migliore per avere uno spazio in cui esprimere compiutamente il nostro pensiero, senza le inevitabili sintesi e mediazioni giornalistiche che ci sono nelle interviste”, spiega a ilfattoquotiano.it. Un’iniziativa presa a titolo personale dai due segretari regionali, “nella convinzione – aggiunge – di rappresentare una larga parte della Cgil e di non andare contro la volontà dei vertici nazionali”. E in quanto atto politico finanziata dalle casse del sindacato. L’inserzione, comunque, non è costata molto: “Abbondantemente meno di mille euro”, assicura Baseotto (anche se, stando ai listini tariffari consultabili sul sito de “L’Unità”, una mezza pagina può valere fino a migliaia di euro). Quanto ai contenuti, Baseotto rincara ulteriormente la dose: “Landini fa bene a esprimere il suo parere, ma non bisogna esagerare. Tutti gli organismi che compongono la Cgil hanno autonomia ma si riconoscono nel primato della Confederazione. Cosa che Landini da un po’ di tempo non fa più. E questo mi sembra molto pericoloso”. Per parte sua, invece, la Fiom preferisce non commentare.

La lettera è solo l’ultimo capitolo della guerra in atto fra i due sindacati, con Susanna Camusso che di recente è arrivata addirittura a “scomunicare” Maurizio Landini. La novità sta appunto nelle munizioni scelte dai due segretari di Lazio e Lombardia: per screditare Landini, la Cgil è disposta anche a pagare spazi pubblicitari su “L’Unità”. La rottura è sempre più profonda.

Twitter: @lVendemiale