Prima la “testa” alle prossime elezioni Europee e amministrative, in cui c’è la possibilità di ballottaggi in diversi comuni della regione con il Movimento 5 Stelle e, poi, alla ricerca di un suo sostituto alla guida del Pd emiliano-romagnolo. A indicare la strada al Pd dell’Emilia Romagna è il segretario regionale uscente, Stefano Bonaccini, che ha annunciato nei giorni scorsi di non ricandidarsi. “Chiedo al Pd – ha osservato a margine di un incontro a Bologna in cui è intervenuto Gianni Cuperlo – di impegnarsi, non immediatamente, nella ricerca dei candidati alla guida del Pd regionale ma di avere la testa solo alla sfida europea in cui abbiamo di fronte il rischio del populismo e alle amministrative: non vorrei fossimo distratti dalla discussione interna su chi dovrà succedermi”.

A giudizio di Bonaccini, infatti, “adesso la testa è concentrata sulla sfida per nulla banale” delle amministrative, “perché una destra che trovo in molte realtà divisa e, spesso, anche poco radicata rischia di consegnarci, laddove non vincessimo al primo turno, a un ballottaggio con il Movimento 5 Stelle visto che nello stesso giorno si vota per le europee e le amministrative”. Dopo le elezioni, ha aggiunto il segretario uscente del Pd regionale, “avremo tutto il tempo e lo spazio per scegliere le donne e gli uomini più adatti per guidare il Pd regionale. Ne parlerei dopo – ha sottolineato – a una conferenza programmatica che abbiamo deciso di fare ai primi di maggio, entro la metà di maggio, in cui il Pd dell’Emilia-Romagna, tutto insieme, indichi la regione che ha in mente. Sono convinto che nessuno sia indispensabile e che abbiamo una classe dirigente all’altezza per trovare una sostituzione eccellente”.

Tornando alla sfida delle amministrative, ha concluso Bonaccini, “siamo competitivi ovunque, anche per portare a casa Sassuolo e Fidenza, perse 5 anni fa e, quindi, dico a tutti di mettere il massimo impegno perché i rischi di ballottaggio li abbiamo e dobbiamo fare di tutto per vincere subito”.