Ruspe e camion sono già al lavoro da tempo sull’area dell’ex Alfa Romeo di Arese. Al posto dello storico stabilimento automobilistico sta nascendo quello che è stato annunciato come il centro commerciale più grande d’Europa. Un investimento da oltre 700 milioni di euro su un’area sconfinata (1,6 milioni di metri quadrati) dove troveranno posto strutture commerciali, residenziali e parcheggi. Una grande manovra immobiliare che ha fatto svanire definitivamente il miraggio del polo per la mobilità sostenibile che avrebbe potuto evitare il definitivo collasso del complesso industriale.

IL BUSINESS
Dietro l’operazione “Arese shopping center” ci sono Marco Brunelli (patron di Finiper) ed Euromilano (Intesa Sanpaolo, Unipol Assicurazioni, Prospettive Urbane e Canova 2007). Il progetto riguarda un’area cruciale: vicinissima a Milano, a due passi dall’Expo, potenzialmente ben connessa a una rete viaria in grado di accogliere migliaia di veicoli. Un affare immobiliare di portata strategica. Allora non c’è da stupirsi se gli atti fondamentali per il perfezionamento dell’accordo per la riqualificazione dell’area sono stati sottoscritti in tempi rapidissimi (nella seconda metà del 2012), in barba alla crisi politica che proprio in quel periodo ha portato alla caduta dell’impero di Roberto Formigoni, mandando la Regione Lombardia al voto anticipato. Anche il comune di Arese navigava in acque agitate. In quei mesi era retto da un commissario, nominato dopo le dimissioni di Pietro Ravelli, sindaco durato in carica appena 60 giorni. Dimissioni mai motivate nel dettaglio, dovute ufficialmente a “pressioni e condizionamenti di ogni sorta”, ma che le cronache di palazzo e i rumors di piazza vorrebbero essere legati a dissapori di maggioranza dovuti proprio alla gestione dell’affaire ex Alfa Romeo.

Così, tra il luglio del 2012 e il gennaio 2013 vengono sbrigate senza intoppi tutte le pratiche necessarie, dalle tre conferenze dei servizi in Regione alla sottoscrizione dell’accordo di programma tra proprietà, Regione Lombardia, Provincia di Milano, comune di Lainate e comune di Arese. Tutto liscio come l’olio.

Pronti, via. Nel 2013 sono iniziate le opere di bonifica e, dopo quelle, i lavori per la realizzazione del centro. Del resto i tempi stringono, l’Expo di Milano (che dista appena 6 chilometri dall’ex Alfa) aprirà i battenti a maggio del 2015 e quello è un trampolino di lancio troppo importante, impossibile lasciarlo sfilare senza approfittarne. L’accordo è una vera manna anche per le amministrazioni comunali interessate, su cui stanno per piovere diversi milioni di euro da spendere sul territorio. 

LA PROTESTA
Secondo quanto previsto dall’accordo di programma, entro la data dell’Expo dovranno essere realizzati gli interventi per “l’adeguamento del sistema viario ed infrastrutturale” dei comuni di Arese e Lainate. Oltre alla creazione di un nuovo svincolo autostradale (che fornirà un accesso diretto all’area oggetto dell’intervento), sono infatti previsti lavori per 24 milioni e 500mila euro per migliorare la viabilità dell’intera area. Ed è su questo punto che gli aresini si sono scatenati, dichiarando guerra al progetto approvato dal commissario prefettizio e oggi portato avanti dall’amministrazione retta dal sindaco Michela Palestra (Pd). Sono già 3.500 le firme raccolte contro il progetto viabilistico che, secondo i cittadini uniti nell’iniziativa Passaparola, porterebbe tra le case della cittadina (meno di 20mila abitanti) un notevole incremento del traffico di attraversamento, con conseguente peggioramento delle condizioni in termini di inquinamento e sicurezza.

L’alternativa proposta dai cittadini è quella di destinate l’investimento alla realizzazione di una tangenziale esterna all’abitato, soluzione percorsa anche da altre amministrazioni della zona. Il sindaco Palestra continua invece a barra dritta sulla strada tracciata dall’accordo di programma: “Miglioreremo la viabilità interna ad Arese e sarà poco appetibile per il traffico di attraversamento. Per raggiungere il centro commerciale ci saranno alternative più scorrevoli e dirette”. La soluzione della tangenziale non sarebbe percorribile anche per una ragione di competenze: “Il tracciato proposto passa sul territorio di Rho e il comune ha detto chiaramente no alla tangenziale di Arese”.

Le vie della cittadina sono tappezzate di striscioni e l’iniziativa Passaparola sta facendo sentire le proprie ragioni anche fuori dai confini comunali. Per la sera del 31 marzo è in programma un’assemblea pubblica che si annuncia molto accesa: “chiediamo che si indica subito un referendum per cestinare il progetto, la tutela della sicurezza dei nostri bambini viene prima di tutto”.