Il grande parlare che per anni si è fatto della Spendig Review è servito principalmente a nascondere il vero obiettivo, mai dichiarato: non farla.

L’ultimo governo Berlusconi ne è stato uno dei propugnatori più accaniti, ma il ministro Tremonti, gran maestro di Finanza Creativa, non ha saputo far di meglio che effettuare sanguinosi tagli di spesa lineari, colpendo alla cieca e mettendo in ginocchio settori cruciali per il Paese, a partire da Istruzione e Sanità.

Eppure il concetto di Spendig Review non è difficile da capire, si tratta di individuare i settori in cui il denaro pubblico è impiegato male e renderli produttivi o eliminarli. Più complesso, ma non impossibile, è scovare le sacche di improduttività e di parassitismo, altra voragine che assorbe denaro senza dare frutti.

Lo studio di Carlo Cottarelli fornisce a Governo e Parlamento uno strumento per adottare i tagli necessari, discriminando tra spesa improduttiva e produttiva e andando nello specifico dei capitoli, senza limitarsi a diminuire i fondi, com’era d’uso reggente Tremonti, ma incidendo su ciò che genera lo spreco.

Gli italiani non possono accettare ulteriori tagli se non vedranno prima una politica capace di risparmiare su se stessa. Il governo Renzi ha già iniziato a vendere le auto blu e a tagliare le province, ma siamo solo all’inizio di un cammino che dovrà riallinearci con l’Europa. Uno dei primi punti su cui intervenire sono gli stipendi dei manager pubblici e i compensi dei consiglieri in cda pubblici. In Italia i dirigenti apicali guadagnano circa 12 volte lo stipendio medio italiano, mentre in Germania meno di 5 volte, 6 volte in Francia, poco più di 8 nel Regno Unito. Se ne dovrà fare una ragione Moretti, vada pure all’estero, ma sappia che lì guadagnerà di meno!

Meno scontata, seppure intuibile, è l’erogazione incontrollata di denaro pubblico a imprese e cittadini per i più disparati motivi. In questo caso il problema è complesso e delicato, perché coinvolge migliaia di imprese e centinaia di migliaia di cittadini e sarebbe un rimedio peggiore del danno colpire nel mucchio. E’ necessario iniziare a progettare un capitalismo che non abbia bisogno del sostegno dello stato per funzionare, in un processo graduale che non colpisca le imprese già oggi in difficoltà. Inoltre, non si può fare a meno di notare come nelle spese assistenziali le regioni del centro-nord spendano in media la metà di quello che spendono le regioni del sud (relativamente al numero di abitanti) con una soddisfazione dell’utenza assai peggiore. Una evidente e inaccettabile disparità che rischia di esacerbare i rapporti a rischio rottura tra i due blocchi del paese. Servono più controlli e non a caso i documenti di Cottarelli indicano in 2,4 miliardi i risparmi (solo nel 2016) che deriverebbero dalla digitalizzazione, ovvero da maggior trasparenza.

Al di là degli specifici dati, lo studio di Cottarelli dimostra come la Seconda Repubblica abbia visto un incremento di tutti i costi del settore pubblico, dovuti soprattutto ad un lassismo sui controlli e alla pratica delle “nomine politiche” (basti, per esempio, vedere il costo delle autorità indipendenti che in tutto il mondo abbattono la spesa, mentre in Italia la alzano). I pochi controlli si riflettono sul costo degli investimenti pubblici, per esempio l’Italia paga tre volte rispetto alla media europea lo stesso chilometro di ferrovia. Chi ha governato in questi vent’anni, oggi chiama alla secessione il Nord, i suoi alleati a Roma e al Sud continuano a banchettare più preoccupati e meno allegramente allegramente, ma continuano. Il protrarsi della situazione e l’utilizzo strumentale e demagogico di certi partiti, hanno determinato un grande calderone dove la responsabilità è di tutti e, quindi, di nessuno. Il governo Prodi cadde quando tentò di iniziare una spending review seria che avrebbe prodotto un abbattimento maggiore e più consistente del cuneo fiscale, oggi tocca al governo Renzi. Ce la farà? Intanto ci saranno 3.000 politici pagati in meno, grazie al taglio delle province come ente autonomo e intermedio. L’inizio è accettabile, le luci superano le ombre.