La Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi che si è chiusa ieri a Bologna presentava quest’anno l’importante novità di un padiglione aperto al pubblico, in particolare ai bambini, ai ragazzi, alle loro famiglie, alle classi. Per cinquant’anni infatti la Fiera è stata un appuntamento riservato agli operatori del settore, a coloro che si occupano di fare e far incontrare libri e giovani lettori, lasciandoli però oltre la soglia.

Il padiglione 33 ha registrato nei sei giorni di apertura un’ottima affluenza di pubblico, sia negli appuntamenti a utenza libera che in quelli riservati alle scuole: tanti hanno potuto gustare le proposte del programma di questa prima settimana del Libro e della Cultura per i ragazzi che ha preso il titolo da un saggio del 1990 sulla letteratura infantile della scrittrice premio Pulitzer Alison Lurie, Non ditelo ai grandi.
Bisognerebbe però contravvenire a questo titolo e dirlo ai grandi, a quelli che si lamentano dei ragazzi che non leggono, a quelli che dicono che quando si arriva intorno agli undici anni si smette proprio di frequentare i libri, a quelli che deplorano le scelte dei lettori bambini.

Bisognerebbe dir loro di lasciare i luoghi comuni e fermarsi a guardare i bambini e i ragazzi che partecipano a manifestazioni come queste o quelli che sono parte attiva in progetto come il Bookblog del Salone di Torino e diventano – lì come in altre realtà – protagonisti di interventi, interviste, dialoghi con autori e illustratori. Dire di guardare gli insegnanti che li accompagnano, i librai e i bibliotecari che propongono, i tanti luoghi dove in Italia, durante l’anno, i festival letterari hanno ottimi spazi riservati ai più piccoli.

Dire di cercare su YouTube le videorecensioni dei lettori adolescenti e lasciarsi catturare dalla passione con cui raccontano le loro letture, ma anche dalla loro competenza e dall’attenzione che pongono al pubblico.
Oppure raccontare del proprietario della Libreria Milton di Alba (Cuneo) che – dopo aver visto un gruppo di ragazzi rovistare tra i testi da buttare che aveva sistemato fuori dal suo locale in attesa della raccolta carta – ha pensato di dare la possibilità ai lettori di rovistare tra i tanti libri che, per motivi di spazio, deve mandare al macero, affinché lettori affamati come quei ragazzi potessero dare loro ancora un’opportunità di lettura. Da domani – e per i sabati che verranno – dalle 12 alle 13,30 aprirà le porte a questa nuova vita per i libri usati a costo zero.
Raccontiamoci e raccontiamo delle iniziative che vedono in campo ragazzi lettori. Per ricordarci che loro leggono, che lo dicono coi loro linguaggi e le loro forme di comunicazione, che vanno al di là di stereotipi e luoghi comuni tipici degli adulti.

di Caterina Ramonda