Il Time lo aveva azzardato nel 2009: Matteo Renzi potrebbe essere l’Obama italiano. Non sappiamo se diventerà l’Obama italiano, ma di certo oggi Renzi ha incontrato a Roma il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’uomo più potente del mondo. Gli era capitato solo un’altra volta, nel 2010, di incontrare Barack Obama e in quell’occasione Renzi gli regalò una spilla d’oro che raffigurava il giglio di Firenze ed una magnum di vino rosso toscano. Oggi, ovviamente, è un’altra storia: c’è la fiducia che in Italia sta timidamente risalendo (anche in Usa per Obama è successo lo stesso nei mesi scorsi), c’è speranza e c’è voglia di ottimismo. Ma basterà questo ottimismo a cambiare tutte le cose che non vanno? La ricchezza concentrata in poche mani che sono sempre meno? La disoccupazione che in Italia ha prodotto dieci milioni di senza lavoro, con forti sperequazioni sociali? L’indebolimento del ceto medio? C’è poi la questione degli F-35: li compriamo? Non li compriamo? A cosa servono? Sono i temi centrali della nuova puntata di Servizio Pubblico. Ospiti in studio: il medico pacifista Gino Strada, il leader della Fiom Maurizio Landini, il giornalista de La Repubblica Federico Rampini e Mario Mauro, ex ministro della Difesa del governo Letta e presidente dei Popolari per l’Italia.

Santoro: “Renzi ha le ali, bull in the wind”
Michele Santoro apre la nuova puntata di Servizio Pubblico sulle note di “Blowin’ the wind” di Bob Dylan: “Quante strade deve percorrere un uomo prima che lo si possa chiamare uomo? La risposta è nel vento, dice la canzone”. Il giornalista menziona l’incontro tra Barack Obama e Matteo Renzi e osserva: “Sull’attuale premier io ho usato la parola “energia”. E mi ha colpito che Obama abbia usato la stessa parola. E’ l’energia di Renzi la principale novità sulla scena della politica incartapecorita di questo Paese. E’ una novità che travolge qualunque dubbio e trasforma in iettatori quelli che avanzano qualche interrogativo. Renzi” – continua – “ha detto: ‘Cambiamo l’Italia, l’Europa’. Ma noi chi? Un Parlamento delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale?”. E aggiunge: “Per fare la Costituzione fu una eletta una Costituente. Erano tempi lenti, ora bisogna cambiarla… adesso! E se Renzi non ce la facesse? E se al suo posto arrivasse una donna forte? Ma Obama ha detto che Renzi ha le ali. Anzi: Renzi bull in the wind” (GUARDA IL VIDEO)

Obama a Roma e l’incontro con Renzi
Servizio di Dina Lauricella e di Luca Bertazzoni sull’ arrivo del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a Roma. Lauricella intervista alcune persone della folla in attesa di Obama, Bertazzoni in motorino mostra le immagini della capitale blindata. Sono proposti quindi stralci della conferenza stampa Renzi-Obama. “Sono convinto che l’energia di Matteo aiuterà l’Italia e l’Europa”, sono state le parole del presidente degli USA. “Quel “Yes we can” vale anche per noi: possiamo cambiare davvero le cose”, ha affermato Renzi (GUARDA IL VIDEO)

Gino Strada su incontro Obama-Renzi: “Sembra il trailer di un film”
Gino Strada ironizza sulla conferenza stampa congiunta di Barack Obama e Matteo Renzi: “Ho visto un trailer di un film”. Poi spiega minuziosamente il significato di “disuguaglianza”. E spiega che ogni anno si spendono nel mondo 1750 miliardi di dollari in armamenti: “Ora tutti si agitano per capire dove trovare gli 80 euro in più da dare al mese a chi ne ha bisogno. Le risorse ci sono. Per quello che so, basta tagliare le spese militari e togliere il profitto dalla sanità: questo porterebbe un ricavo di 50 miliardi di euro l’anno”. Il medico menziona anche i 4000 militari in Afghanistan e i costi per mantenerli lì. E osserva: “Ti immagini Washington blindata perché arriva Renzi? Ma non se lo filerebbe nessuno. È una cosa tutta italiana” (GUARDA IL VIDEO)

Rampini: “Su F35 Renzi sta concedendo a Obama qualcosa”
“L’incontro tra Obama e il Papa è indubbiamente più importante di quello tra il presidente degli USA e Renzi. Quando Obama parlava del Papa si sentiva emozione vera”. Lo afferma Federico Rampini, che aggiunge: “Obama fece un’apertura di credito anche a Monti e Letta. La presa di posizione contro l’austerity di Renzi entra perfettamente nell’agenda Obama. Renzi sicuramente sta concedendo qualcosa a Obama sugli F-35” (GUARDA IL VIDEO)

Quanto costano gli F35?
Documentario sugli F35, ovvero aerei che possono attaccare senza essere rilevati dai radar. “Sono come un branco di lupi”, afferma un colonnello USA. E dopo quasi due decenni di sviluppo e vari miliardi spesi, l’F35 non è ancora pronto, ma c’è voluto meno tempo per atterrare sulla luna che per realizzare l’F35. Il costo finale è di 395 miliardi di dollari, un costo che è aumentato del 70 per cento rispetto a quanto programmato da Washington. Come in Italia, anche al Congresso USA la situazione è tesa: il costo per lo sviluppo è salito da 34,4 miliardi a 55,2, mentre quello complessivo, appunto, supera i 395 miliardi. Pierre Sprey, ex analista del Pentagono, è netto: “L’F16 batterebbe gli F35 in qualsiasi prova”. Tutte le ombre sul progetto che suscita polemiche nel nostro Paese e dove chi ha provato a sottrarvisi, come l’Australia, ha dovuto fare i conti con gli interessi americani e l’azione di lobbying del potente produttore Lockheed Martin.”L’apparecchio era già in produzione prima di essere stato testato”, ammette il responsabile dell’esercito USA sugli F35. In Australia gli ufficiali della Raaf avevano deciso di acquistare gli aerei senza un’asta prevista normalmente. E si è stabilito di comprare un aereo in via di sviluppo per gli americani. Gli F35 invece dei 40 milioni previsti costeranno al governo australiano 120 milioni l’uno, a seguito di un accordo siglato dal governatore australiano John Howard in un incontro segreto. Gli F35, inoltre, non possono volare in caso di temporali, sono completamente computerizzati. E per questo motivo sono totalmente dipendenti dal loro software. Durante i test, il software dell’F35 è crashato: sarebbe stata una catastrofe durante una missione. Dopo anni e una montagna di soldi, l’F35 non è ancora pronto per combattere in caso di guerra (GUARDA IL VIDEO)

Mauro: “F35 è una parola di sinistra, il Pd lo ha sempre votato”
“F-35 è una parola di sinistra, il programma F-35 fu scelto da Andreatta, membro del governo Prodi. Il Pd l’ha sempre votato”. Lo afferma Mario Mauro, che sottolinea: “Il Costarica ha scelto per Costituzione di non avere forze militari. Chi oggi gestisce sistemi di difesa ragiona come si fa in un vicolo di un piccolo paese. Quando scoppia una rissa ” – continua – “c’è qualcuno che si mette di mezzo, assumendosi una responsabilità. Rischia un pugno, ma si prende una responsabilità. La comunità internazionale ha deciso di interporsi armati” (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “Per F35 e spese militari Italia spende più della Germania”
“L’Italia, prima ancora di comprare il primo F35, ha gia speso 2,7 miliardi di euro. Ne abbiamo comprati sei”. L’analisi di Gianni Dragoni sulle spese militari dell’Italia e su quelle necessarie per comprare gli F-35. Il giornalista rivela che la spesa militare totale dell’Italia sfiora i 17 miliardi di euro e supera quella tedesca (GUARDA IL VIDEO)

Gino Strada: “Il politico che spende miliardi per F35 è un cretino”
Gino Strada definisce “carcassa” l’F35 e osserva polemicamente: “Qualunque politico spenda miliardi in questo momento per comprare un F-35 è un cretino. Non sanno nemmeno dov’è l’Afghanistan. Al Tg1 annunciarono che le nostre navi erano al largo delle coste afghane. Ma quando cazzo mai c’è stato il mare in Afghanistan. E l’Italia approvò la partecipazione alla missione statunitense contro il parere dell’Onu”. E aggiunge: “I nostri politici sono esperti di balle. Prima dicevano fosse una missione di pace, ora finalmente dicono ‘siamo in guerra’ (GUARDA IL VIDEO)

Landini: “Su F35 stiamo cedendo agli Stati Uniti”
“Stiamo cedendo agli Stati Uniti che ci dicono: dovete comprare questa cosa, punto, senza sapere quanto costano e a cosa servono”. Sono le parole di Maurizio Landini, che spiega: “Dal punto di vista industriale l’F35 non porta nulla, anzi può portare problemi nelle competenze perché è tutto fatto in America. L’F35 è un bombardiere come quelli che vengono progettati in Italia con i partner europei. E se si sacrificano le tecnologie nostrane per aprire le porte agli Stati Uniti si rischia un futuro di subalternità”. Il leader della Fiom cita anche la Finmeccanica, che vuole vendere le attività civili per concentrarsi su quelle militari, una sciocchezza che andrebbe affrontata dal governo Renzi (GUARDA IL VIDEO)

Lilin: “Putin non vuol fare della Crimea un’altra Cecenia”
“Mio nonno, che era un cacciatore siberiano, mi diceva che i politici sono come cani da caccia. Rispondono tutti a un diverso fischietto: la finanza, il potere”. Lo afferma lo scrittore Nicolai Lilin, autore del bestseller “Educazione Siberiana”. Lilin parla di Putin e della guerra psicologica nei confronti dell’Ucraina: “Molti di noi russi si trovano divisi tra la propria cittadinanza e la propria nazionalità. L’intervento di Putin per noi è niente; è un intervento di prima entrata, è un test militare. Non credo che Putin intenda fare della Crimea un’altra Cecenia. Putin vorrebbe evitare la guerra, non è una persona stupida. Lui ha risolto in maniera dura la questione cecena e per questo non vorrà fare la stessa fine con l’Ucraina. In questo momento manca una politica interna chiara”. E aggiunge: “In Ucraina i nazionalisti ed i ribelli fanno fotografie con armi che arrivano dall’America. I russi hanno un sentimento di vicinanza nei confronti dei russi di Crimea” (GUARDA IL VIDEO)

Rampini: “Obama traumatizzato dalle primavere arabe”
“Obama non ha mai minacciato interventi in Ucraina. La Russia è una gigantesca potenza energetica. Anche le lobby russe sono fortissime in Italia, vedi il caso Schroeder. Bisogna essere lucidi e non ingenui”. Lo asserisce Federico Rampini, che osserva: “Obama è rimasto traumatizzato dagli eventi post-primavere arabe. Washington si è resa conto di non comprendere tutto il mondo, vedi il Nord Africa. Ma l’Italia e la Francia possono svolgere un ruolo stabilizzatore nel Mediterraneo” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Gli evasori fiscali nel mondo”
Editoriale di Marco Travaglio, che esordisce citando il caso di Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco, il quale, condannato per frode fiscale, si è scusato in lacrime e si è dimesso: “Al processo, come già era capitato ad altri campioni come Boris Becker e la moglie Steffi Graf, s’è beccato 3 anni e mezzo. Non ha fatto appello, “in linea con la mia idea di decenza, condotta e responsabilità personale”. In Germania si usa così”. Inevitabile la menzione di Silvio Berlusconi: “Mentre Hoeness piangeva e preparava lo spazzolino per la galera, Berlusconi rideva e annunciava: “Sarò lieto di esser capolista alle Europee in tutte le circoscrizioni”. Ecco, lui è lieto. E pazienza se è stato condannato a 4 anni per una frode da 360 milioni, quasi tutti prescritti. Ora attende i servizi sociali. Perchè da noi un evasore non va in galera neppure se insiste e prende a calci il portone: viene respinto dalle leggi fatte per gli evasori, anzi spesso dagli evasori o dai loro avvocati e commercialisti”. Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano spiega: “In Italia i carcerati per reati fiscali sono pochissimi in confronto col resto del mondo. Nelle nostre affollatissime prigioni, i detenuti per crimini economici e fiscali sono 156. In Germania 8.601”. E cita il caso del presidente del Cagliari, Massimo Cellino: “Voleva comprare il Leeds. Evidentemente è debole in geografia e non sa che Leeds è nello Yorkshire, in Inghilterra. Lui credeva fosse in Italia, infatti ci è rimasto male quando la Football League britannica gli ha detto che non può prendere il Leeds perchè ha una condanna in primo grado in Italia per 400 mila euro di imposte evase col suo yacht comprato negli USA”. E commenta: “Nelle carceri USA la metà è dentro per traffico di stupefacenti, l’altra metà sono colletti bianchi. Negli Usa, fra il 2000 e il 2007, gli evasori finiti in carcere sono stati 11.691. I colletti bianchi incarcerati in Italia sono 1/6 degli olandesi,1/10 degli svedesi, inglesi e norvegesi, 1/22 dei turchi. Noi gli evasori non li chiamiamo ladri, ma furbetti” (GUARDA IL VIDEO)

Landini: “Lotta all’evasione il vero cambiamento in Italia”
Per Maurzio Landini combattere l’evesione fiscale dovrebbe essere una priorità di qualsiasi Governo: la distinzione nella nostra penisola dovrebbe essere solo quella tra onesti e disonesti. E lo Stato dovrebbe colpire chi non paga le tasse (GUARDA IL VIDEO)

Obama e Renzi sugli F35: “Investire nella difesa”
Durante la conferenza congiunta tra il premier Matteo Renzi ed il Presidente USA Obama, vengono tracciate le linee guida dei prossi impegni reciproci tra gli Stati che essi rappresentano. Obama ha ricordato la necessità d’investire nella difesa perché la libertà non è gratis ed è opportuno incentivare la spesa militare per aumentare la forza militare dell’alleanza atlantica: “Non possiamo accettare che gli Usa spendano il 3% del Pil per la difesa, mentre l’Europa solo l’1% del Pil”. Matteo Renzi si è definito d’accordo ed ha sottolineato la necessità d’investire nella difesa: “L’Italia ha sempre fatto la propria parte, con dedizione e impegno” (GUARDA IL VIDEO)

Strada vs Mauro: “Con lei è come discutere con l’aspirapolvere”
Ferocissimo scontro tra Gino Strada e Mario Mauro sulle spese militari in Italia e sull’accordo con la Nato. Il medico di Emergency chiede polemicamente: “Chiedo all’ex ministro: ‘Da chi dobbiamo difenderci?’ E poi mi piacerebbe sapere che un ministro ad un anno dall’acquisto di un F35 mi spiegasse come è stato usato, dov’è”. Mauro ribatte: “Cina, Giappone. Ma noi esercitiamo un ruolo insieme ad altri. Noi pensiamo di poter gestire le vicende del mondo. Le spese militari in Italia sono calate del 19%, a differenza degli altri Paesi. Negli Usa sono aumentate”. E aggiunge: “Noi non siamo schiavi degli Usa, siamo alleati”. Strada insorge: “La Costituzione dice che l’Italia rinuncia alla guerra, la cui decisione spetta solo all’Onu. L’Italia invece ha sempre ignorato le risoluzioni dell’Onu. La Nato non è niente. A cosa serve?”. E denuncia il servilismo nei confronti degli USA. Mauro non ci sta e si infuria: “Di cosa sta parlando? Parla di Afghanistan dove si uccidono negli stadi?”. La polemica dura svariati minuti, Santoro lancia la pubblicità, Mauro accusa Strada: “Stai zitto, fantasma!”. E il chirurgo di Emergency sbotta: “È come discutere con l’aspirapolvere, questo non sa nemmeno dove cazzo è l’Afghanistan” (GUARDA IL VIDEO)

Mamme No Muos: “Renzi incontri noi e ci dica in faccia che antenne non fanno male”
Gisella Cannone e Paola Iabichino hanno dichiarato guerra agli Stati Uniti d’America: “Stanno impiantando strumenti militari di offesa, disboscando una foresta e bombardandoci di onde elettromagnetiche”. E Gisella denuncia: “A Niscemi si muore di tumore, anche i bambini. Renzi deve incontrare il comitato No Muos e dirci in faccia che quelle antenne non fanno male” (GUARDA IL VIDEO)

Mauro: “Se pericoloso, il Muos non deve funzionare”
Mauro sul caso Muos osserva: “Se c’è pericolo per la salute, il Muos non deve funzionare. Ma il problema è che non è ancora pacifico se c’è” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Molti Paesi già fuori dal progetto F35”
Marco Travaglio tira le somme alla questione F35: troppi punti di debolezza e di inutilità nel progetto e molti Stati, come Olanda e Canada, già fuori. Inoltre i posti di lavoro, prendendo per buona la propaganda, avrebbero un costo che è una follia. “In Italia invece” – osserva – “sembra che o gli F35 o la morte” (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “Dopo taglio F35 in Italia, taglio di commesse ad Alenia”
“Dopo il taglio degli F35 in Italia ad opera di Monti, la Lockheed Martin, che è la più grande industria militare del mondo, ha tagliato di 1/3 le commesse ad Alenia”. Lo afferma Gianni Dragoni, che aggiunge: “Per convincere l’Italia a comprare l’F35, la Lockheed aveva promesso lavoro alle imprese italiane. L’attività principale era ed è nella nuova fabbrica Alenia di Cameri, l’unica azienda di F35 fuori dagli Stati Uniti” (GUARDA IL VIDEO)

Rampini: “La lobby delle armi condiziona politica e giornalismo”
Federico Rampini racconta la sua esperienza diretta con la più grande azienda produttriciìe di armi, la Lockheed Martin, che lo invitò a una simulazione di volo F35 con altri giornalisti di paesi in bilico. E spiega come la lobby militare USA si muova per condizionare politica e giornalismo (GUARDA IL VIDEO)

Landini: “Obama è venuto qui per vendere i suoi F35″
“Obama è venuto qui non per darci lavoro, ma per vendere i suoi F35″. Lo afferma Maurizio Landini, secondo il quale bisogna evitare che le fabbriche italiane siano nella condizione di non dover fare per forza gli F35 ed evitare che vengano duplicate le piattaforme di produzione (GUARDA IL VIDEO)

Strada: “Chi risponde dei bambini afghani morti?”
Gino Strada racconta la sua personale esperienza in Afghanistan, un Paese che negli ultimi dieci anni ha avuto un numero di vittime civili impressionante. Tra loro moltissimi bambini. E accusa: “L’Afghanistan è un Paese in cui bisogna esserci stati prima di parlarne. Negli ultimi 13 anni ha sofferto una delle fasi più sanguinose della guerra. Chi porta questa responsabilità? Chi ripagherà gli afghani della violenza che abbiamo portato noi occidentali? Oggi nessun politico sa descrivere la situazione dell’Afghanistan odierna”. E aggiunge: “Si è partecipato ad un’operazione di guerra, nella totale illegittimità. Portare la democrazia? Una delle più grandi coglionate” (GUARDA IL VIDEO)

Lilin: “Il problema è che il mondo consuma troppo”
Nicolai Lilin osserva che da Napoleone in poi la Russia ha sempre fatto solo guerre di difesa, tranne nelle tragiche battaglie dell’Afghanistan. In questo momento storico i conflitti si sviluppano proncipalmente dove i consumi si sviluppano di più (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: dall’incontro Obama-Renzi agli F35
Spumeggiante finale con le vignette di Vauro, che ci racconta la settimana appena trascorsa: dall’atteso incontro Renzi-Obama alle polemiche sugli F35 fino alla liaison Putin-Berlusconi (GUARDA IL VIDEO)