Mentre Grillo prepara la sua carica elettorale con lo show “Te la do io l’Europa” – debutto previsto il 1 aprile a Catania, poi Napoli, Ancona, Milano, Bologna, Padova, Firenze e Roma – qualche pezzetto di Europa, o di Ue come la chiamano tutti, mi permetto di darvelo io.

Forse per la prima volta le elezioni europee stanno veramente scuotendo gli animi degli italiani. C’è chi si interessa con rabbia, chi con passione, chi con semplice curiosità. Fatto sta che sono sempre di più gli italiani che guardano al prossimo 25 maggio carichi di aspettative. Forse per la prima volta da quando sono state fatte le europee (1979) il trend di votanti aumenterà invece che diminuire.

La tournée di Grillo si annuncia come un tirare la volata ai candidati pentastellati che si apprestano a comporre le liste. Una cosa è sicura: il M5S farà il pienone a Bruxelles e Strasburgo con almeno 19 eurodeputati (secondo gli ultimi sondaggi). Il loro sbarco a Bruxelles è atteso con ansia da molti in Europa. Chi spera buttino giù il Parlamento europeo, chi si aspetta lavorino per cambiare l’Europa, chi cerca semplicemente alleati per i più disparati motivi.

Il mio unico e personale auspicio è uno solo: che lavorino con serietà e impegno. Vedete il Parlamento europeo è molto diverso da quello italiano. Non ci sono mortadelle e spumanti tra i banchi (a patto che non li porti qualche italiano). Si va poco – ahimè – sui giornali e raramente si viene invitati nei salotti televisivi. Ma il lavoro è di quello che conta. Non è un mistero che circa il 75 per cento della legislazione nazionale dipenda ormai in qualche modo da quella europea. Commercio, standard di sicurezza, ambiente e ormai pure bilanci. C’è sempre una direttiva da recepire o un regolamento da applicare. E gli effetti si vedono nella vita di tutti i giorni.

Chi pensa di entrare in Europa con un calcio alla porta resterà profondamente deluso. Il lavoro da eurodeputato si fa nelle commissioni e nelle votazioni plenarie, non con le sparate e le boutade a cui ci ha abituato il teatrino della politica italiano. Per farlo bene ci vuole impegno e dedizione, conoscenza delle lingue e del funzionamento delle istituzioni europee. Si ha a che fare con colleghi tedeschi e greci, e con loro si lavora perseguendo due interessi: uno nazionale e l’altro europeo.

Oggi di eurodeputati italiani bravi ce ne sono pochi. Di tedeschi molti. Cambiare questo equilibrio – o almeno pareggiarlo – sarà il vero modo di fare la rivoluzione in Europa. Poi è vero, ci sono le lobby, le banche e tutto il resto. Trasparenza ed equità sono due principi che vanno sempre migliorati, anche a Strasburgo. Ma gli eurodeputati italiani – e non solo del M5S – si troveranno a lavorare duro su dossier come il Made In, l’Unione bancaria, il Partenariato di libero scambio USA-UE, il mercato di quote di CO2 ETS, l’origine e gli standard dei prodotti alimentari, gli OGM e tanto altro. Questi sono i dossier dove si possono davvero difendere nei fatti gli interessi italiani, e non solo a chiacchiere.

Poi c’è il pareggio di bilancio, l’unione economica e monetaria, la Troika e tanto altro. Grandi temi sui quali gli eurodeputati si troveranno a lavorare, sì ma solo per piccoli segmenti e nei limiti di mandato imposti al Parlamento europeo – altra cosa è il ruolo della Commissione europea, del Consiglio e della Bce.

Lo so, è un discorso sicuramente meno interessante di quello che farà Grillo nella sua tournée, ma cosa volete…ognuno vi da l’Europa che può.

@AlessioPisano 
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