Era la sera del 28 luglio del 1985, il commissario Beppe Montana era appena tornato dal mare e stava ricoverando la sua barca nel cantiere nautico di Porticello quando un killer mafioso gli sparò due colpi in faccia uccidendolo. Quella piazza oggi si chiama Beppe Montana, ma la concessione demaniale (scaduta nel 2008) del cantiere che sorge in quello slargo è ancora intestata ad Agostino Orlando, condannato in appello a due anni (condonati) per favoreggiamento dei killer del commissario: stava parlando con Montana quando arrivarono i sicari, ma non collaborò con le indagini.

Lo ha denunciato al presidente della Regione Rosario Crocetta la signora Anna Alioto, precedente concessionaria del cantiere nautico, “al fine di ridare credibilità alle istituzioni regionali e tutelare pienamente la memoria e la dignità di chi ha rimesso la propria vita per combattere la mafia”. “Ho inoltrato molte lettere all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, segnalando la situazione e ho dimostrato – carte alla mano, e con l’aiuto del mio legale, Vittorio Fiasconaro, che la concessione demaniale é scaduta il 31-12-2008 ed è da ritenersi decaduta, per molteplici ragioni – scrive la donna nella lettera inviata al presidente della regione – ciò nonostante, l’Assessorato ha omesso di prendere posizione sulla decadenza intervenuta e ha lasciato – di fatto – al sig. Agostino Orlando la gestione piena del cantiere, senza alcun titolo, dal primo gennaio 2009 ad oggi”.

“Non si contano le diffide che ho scritto – ha aggiunto – e gli atti di intervento, puntuali e documentati, inoltrati all’Assessorato, e mai riscontrati”.  Secondo la signora Alioto, infatti, l’immobile è “privo di agibilità, del certificato di prevenzione incendio, del certificato antinfortunistico ed igienico sanitario, del certificato di adeguamento impianti elettrici e non risulta se siano stati effettuati i lavori di manutenzione straordinaria che erano stati posti come condizione di rinnovo della concessione demaniale rilasciata il 7-12-2001”. “Su tali fatti, non ho mai ottenuto riscontro – conclude la donna – appare paradossale e grave che il soggetto (che in ipotesi è stato condannato per il reato di favoreggiamento dell’omicidio) sia risultato poi destinatario della concessione demaniale per il cantiere al cui interno l’omicidio stesso é stato compiuto”. Per favoreggiamento dei killer di Montana oltre al titolare del cantiere Agostino Orlando, oggi ottanduenne, vennero condannati anche la moglie Rosa ed il figlio Francesco.