Per la Regione Siciliana sono precari, aiutati con contributo mensile da poche centinaia di euro, ma in realtà hanno patrimoni immensi. Dal sottobosco dell’assistenzialismo siciliano stanno spuntando come i funghi i falsi precari, con redditi simili a quelli di mega dirigenti. L’ultimo è un Asu, una di quelle sigle che in Sicilia significa soprattutto clientelismo politico scambiato con un sussidio da 500 euro al mese. Solo che il lavoratore in questione aveva anche un reddito da 500mila euro l’anno. Come ha fatto ad accedere al contributo da 500 euro uno che dichiara mezzo milione? Mistero.

“È una vera e propria ingiustizia sociale, che premia i ricchi sottraendo ai poveri risorse che devono essere destinate alla solidarietà” commenta il governatore Rosario Crocetta denunciando il caso alla stampa. L’ennesimo caso di falso precario milionario è stato scoperto dopo che Palazzo d’Orleans ha avviato controlli a tappeto sui redditi Isee di tutti i lavoratori che percepivano un sussidio dalla Regione. Già nei giorni scorsi erano venuti alla luce diversi casi di lavoratori ex Pip, inseriti nel 2001 nel bacino “Emergenza Palermo”, con redditi da 150 mila euro e patrimoni immobiliari milionari.

Dopo che il Movimento 5 Stelle ha fatto approvare all’Assemblea Regionale Siciliana una norma che disciplina in 20mila euro il limite massimo di reddito per accedere ai contributi regionali, il Governo ha espulso 87 persone dal bacino degli ex Pip. Gli ex precari però sono scesi in piazza, rivendicando di essere stati espulsi ingiustamente. A guidarli il consigliere comunale palermitano Mimmo Russo, storico leader degli ex Pip.

“Russo prepara una manifestazione per la controriforma del precariato, per fare riassumere, tra gli altri, la propria moglie esclusa dagli elenchi Pip per superamento del reddito” attacca Crocetta, puntando il dito contro la consorte del consigliere comunale, anche lei tra gli ex precari a cui la Regione ha tagliato il sussidio. “Se Crocetta pensa che io faccia tutto questo per interesse personale, allora lo sfido. Sono pronto a presentare la lettera di dimissioni di mia moglie se lui riammetterà gli altri lavoratori esclusi ingiustamente” è stata invece la replica del consigliere comunale.

Intanto le polemiche sui falsi precari regionali non si placano. Tra gli 87 ex Pip espulsi dal Governo c’è anche Fabio Pispicia, fermato dalla polizia nei giorni scorsi mentre era al volante di una Fiat Uno insieme ad un altro uomo: in macchina gli investigatori hanno trovato due pistole, guanti e passamontagna. Pronti per una rapina? O stava per scattare l’ennesimo piano di morte targato Cosa Nostra? Appena dieci giorni fa a Palermo il boss di Porta Nuova Pippo Di Giacomo è stato trucidato in pieno giorno da due killer in moto, finora ad oggi senza nome, che hanno premuto il grilletto mentre la vittima designata era in auto con un bambino. Pispicia ha precedenti solo per spaccio ma è fratello di uno dei boss del mandamento di Porta Nuova, oggi in carcere, ed è cognato di Tommaso Lo Presti, anche lui considerato molto in alto in Cosa Nostra e di recente tornato in libertà. Parentele importanti per uno che fino a pochi giorni fa percepiva un sussidio dalla Regione da 832 euro al mese.