Parole d’ordine: cultura, riscoperta del territorio, storia, tradizioni, recupero, lentezza. E lento è il treno storico ‘Salento express’ che sulle rotaie delle nostalgiche, sempre attive linee delle Ferrovie del Sud Est conduce eterogenee compagnie di viaggiatori su percorsi salentini alla ricerca delle nostre radici e storia, grazie a un ambizioso quanto innovativo, forte e speriamo duraturo progetto che vede agire in sinergia Aisaf Onlus con enti, associazioni, Pro loco e tutti coloro che si mettono a disposizione, di volta in volta, a seconda della tappa e dei siti proposti. Aggiungi il prezioso contributo delle guide del gruppo archeologico di Terra d’Otranto, e nel caso della specifica meta di cui parlo, la collaborazione con il progetto Viaggi nella Terra di Mezzo, con il sostegno della Fondazione Con il Sud.

Doverosa questa introduzione al recente viaggio del programma di Aisaf Onlus ‘Rotolando in Terra D’Otranto’, con destinazione Manduria, che ha visto protagonisti, oltre a singoli, comitive, gruppi di studenti, gli educatori e i ragazzi della Comunità di Capodarco, anche Massimo Bray, ancora nel nostro cuore ministro della cultura, per quanti, non sono riusciti a spodestare idealmente una figura che ci aveva fatto gridare al miracolo e sperare che un modo nuovo di fare politica potesse cominciare. A partire da quest’uomo che parla a voce bassa e comunica anche con i suoi sorrisi, con la dolcezza dei suoi sguardi, con gli intenti che ha nel cuore prima che nelle azioni. Quest’uomo raffinato, dalle mani sottili, dai modi eleganti, squisitamente gentile, di quella gentilezza non formale, bensì sostanziale, sembrava emozionato durante il tragitto sul trenino, mentre prestava attenzione agli organizzatori di Viaggi nella Terra di Mezzo, al cui invito informale su Facebook aveva risposto con semplicità, accettandolo. Inevitabile la gratitudine del nostro palato al suo gesto di tirare fuori dallo zaino una torta pasticciotto (alla cui preparazione ha contribuito personalmente), di tradizione leccese come le sue origini, con tanto di piattini, offrendone a tutti gli occupanti del nostro vagone (era buonissima, tengo a precisare).

Il suo interesse nei confronti dei momenti salienti della giornata, come la visita al parco archeologico di Manduria e al Museo del Primitivo, è stato testimoniato dal modo discreto e attento di osservare e gradire il patrimonio di una terra che sta riscoprendo la sua cultura e soprattutto quanto sia importante valorizzarla, grazie al lavoro di quanti si impegnano nel Rinascimento del Salento, splendido non solo per la bellezza dei suoi mari o la bontà della sua cucina.

Cose che Massimo Bray sa bene, come sa bene quanto sia importante muoversi, toccare con mano, sentire con i sensi, attivandosi in prima persona, requisito fondamentale per rendere attivi successivamente gli altri. ‘Toglieteci tutto ma non il nostro Bray’, dunque, come recita il gruppo Facebook nato all’indomani della staffetta governativa.

E affinché i viaggi del treno storico abbiano un glorioso seguito in questo progetto di turismo sociale, auguriamo al ‘Salento express’ di riuscire ad avere presto quella locomotiva a vapore cui tanto ambisce e che merita.