“Siamo tutti orfani di Guido Meda”: a voler sintetizzare, era questo il tono dei messaggi che si leggeva ieri su twitter e sui social network durante la prima gara del Motomondiale 2014. Infatti quest’anno, con il passaggio da Italia1 alle reti Sky della MotoGp, al posto dello storico telecronista Guido Meda, la voce delle due ruote è stata affidata a Zoran Filicic e Loris Capirossi.
Forse, se non fosse stato per Valentino Rossi con una gara magistrale delle sue (dalla quarta fila in griglia fino al secondo posto sul podio) nessuno se ne sarebbe accorto, ma quando il ‘dottore’ in una rimonta disperata arriva a contendere la vittoria al campione del mondo Marc Marquez, lì ci voleva una voce sola ed era “la voce delle gesta ufficiali” di Valentino Rossi ovvero Guido Meda.
 
Trova le differenze. Guido Meda non è un telecronista, diciamocelo, è un tifoso (non solo di Valentino), incarna con le sue urla e le sue trovate linguistiche il mondo delle moto, delle derapate, la voce dei box, ma anche 
delle tribune e del pubblico da casa. 
Il povero Zoran ieri ce l’ha messa tutta, ma era davvero in affanno (“Rossi davanti non scalda come il “Rossi c’è”), il paragone è stato impietoso. Si è fatto spesso aiutare dall’ex campione Loris Capirossi,ma la sua voce non è ancora matura per una telecronaca partecipata e viva e spesso si è rifugiato in banali aggettivazioni che nulla hanno a che vedere con lo slang di Meda. Intanto su Twitter il pubblico si scatenava “ahi Guido quando ci manchi”.

Ecco i tweet più significativi, primo fra tutti quello di Meda stesso. 

 

Sono gli ultimi giri, Valentino sta compiendo una delle sue rimonte, manca il “Rossi c’è”, il suo account twitter viene invaso di messaggi. I tifosi lo reclamano, lui ringrazia. 

 

In serata anche Jovanotti lo reclama così. Guido ci manchi!