Alla fiera dei conflitti di interessi di Big Pharma non si trovano soltanto i cartelli tra colossi, come quello tra gli svizzeri Roche e Novartis accusati di essersi accordati per la diffusione sul mercato del Lucentis, cioè il farmaco più costoso per la cura della maculopatia (1400 euro) contro l’analogo low cost Avastin (15 euro). Le alleanze tra medici e aziende farmaceutiche sono all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti. Ma non ce ne accorgiamo, perché di fronte alla sanità tendiamo a sentirci impotenti, quando abbiamo bisogno di guarire pensiamo solo a quello e il nostro istinto di sopravvivenza prevale, mettendo a tacere il resto. Oppure pensiamo che il sistema funzioni così perché è sempre stato così. E intanto c’è chi se ne approfitta. 

Un caso recentissimo riguarda l’accordo tra la Federazione nazionale dell’Ordine dei medici (Fnomceo) e Sanofi, multinazionale del farmaco francese, secondo cui i neoiscritti durante il “Giuramento d’Ippocrate” possono ritirare, insieme al tesserino e il numero d’iscrizione, anche un regalo di Sanofi: il manuale Reversi, XXI edizione, noto bigino di Medicina interna pronto all’uso, costo 99 euro. 71 Ordini medici su 106 hanno aderito. Gli altri (per esempio Milano, Brescia, Ferrara) hanno protestato. “Proprio nel momento in cui si immettono nella professione molti giovani nuovi colleghi, si viene di fatto a sponsorizzare il nome di una ditta farmaceutica”: è la reazione di Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine milanese. Amedeo Bianco, presidente di Fnomceo, fa finta di cadere sulle nuvole e si difende dicendo che né l’intervento né il libro contengono messaggi promozionali sui farmaci Sanofi. Peccato che non sia un prodotto soltano a essere favorito ma l’intera ditta. Lo scambio di battute finisce sul Sole 24 Ore e Sanofi pensa bene di ritirare la sua presenza. Il danno ormai è fatto. Per chi lo vuole, il manuale con sponsor resta comunque a disposizione. A sollevare l’inganno è soprattutto il movimento No Grazie, un gruppo di 200 camici bianchi che da anni si batte per l’indipendenza e la trasparenza in ambito sanitario e il 24 febbraio ha proposto a Bianco di aprire un tavolo di confronto sul perdurante conflitto di interessi tra medici e industrie farmaceutiche.  

Altro episodio che risale a dicembre. L’Antitrust sanziona con una multa di 30 mila euro il sindacato dei medici di famiglia (Fimmg) e con un’altra di 100 mila euro la Cogedi, cioè l’azienda proprietaria dei due marchi Uliveto e Rocchetta per “pratica commerciale scorretta”. L’Agcm si riferisce alla campagna pubblicitaria svolta tra ottobre 2012 e marzo 2013. La motivazione  è fin troppo chiara: “La partnership con Fimmg, risultante dalla pratica, è suscettibile di far credere ai consumatori che, sulla base di un vaglio della federazione, il consumo delle acque Uliveto e Rocchetta possa favorire in modo particolare il benessere e la salute e suggerire che tali acque siano qualitativamente migliori rispetto ad altre presenti in commercio poiché godono dell’avallo espresso dei medici di famiglia”. L’Autorità respinge un’altra clausola del rapporto che costringe i medici ad affiggere nei loro studi una locandina promozionale delle acque: se lo avessero fatto, avrebbero partecipato a un concorso con in palio 100 weekend per due persone a bordo di un cabinato a vela nell’arcipelago toscano. Sempre da contratto Cogedi, oltre a fornire l’acqua in occasione del congresso annuale di Fimmg, “finanzierà la formazione di giovani medici di famiglia mediante l’assegnazione di 8 borse di studio, del valore di 2.000 euro ciascuna”.

La lista dei casi di ingerenza delle industrie del farmaco è lunga e perdurante.

Il problema è così urgente che gli Stati Uniti hanno adottato il Sunshine act, che da agosto 2013 obbliga le ditte farmaceutiche a conservare traccia dei pagamenti a medici e cliniche universitarie e da settembre 2014 a inserire i dati in un registro pubblico online.