Guglielmo Epifani interviene – senza sbilanciarsi troppo – a proposito della polemica tra sindacati, industriali e governo, dopo che Matteo Renzi ha attaccato Susanna Camusso e Giorgio Squinzi, la “strana coppia che ostacola le riforme”. Per una forza di centrosinistra “il dialogo con le parti sociali è una condizione fondamentale, bisogna mantenere un filo di dialogo”, ha detto il deputato Pd a In mezz’ora su Rai tre. E ha aggiunto: “Il governo non deve fare quello che dicono le parti sociali ma ascoltare quello che dicono sì”.

Epifani si è poi rivolto direttamente al leader di Confindustria, dicendo che il decreto lavoro “viene incontro alle richieste delle aziende, ragione per la quale non capisco le critiche di Squinzi che sbaglia”. E ha puntato il dito contro la riforma del lavoro. “Invito a riflettere sulla contestualità della riforma che riguardi l’avviamento al lavoro per tutti: tempo determinato e apprendistato. Il provvedimento viene incontro alle imprese, ma non tiene contro del fatto che non possiamo avviare al lavoro solo con il tempo determinato”.

La riforma del lavoro era già stata criticata duramente dal leader della Cgil, Susanna Camusso, secondo cui “il governo ha esordito bene sul piano dei redditi, ma ha esordito malissimo sul piano delle regole del lavoro”, perché “la vera politica del lavoro per cambiare orizzonte è che tutte le risorse disponibili vadano mosse per creare lavoro”.

Epifani crede comunque che “gran parte del Paese debba sostenere lo sforzo di Renzi, che è in condizione di cambiare l’Italia e bisogna dargli credito”. Quanto al Partito democratico, con il passaggio di Renzi a palazzo Chigi “il partito si è trovato sguarnito della figura che avevamo indicato. Dobbiamo ripensare tutti assieme una funzione che il partito deve avere. Serve un partito – ha sottolineato – che stia di nuovo in campo e quindi deve essere riorganizzato, organizzato meglio”.