Un sorriso accennato o una risata a crepapelle sono una forma di ginnastica che allena il cervello ad essere più forte, elastico e capace di affrontare situazioni difficili e stressanti. Alla pari di una sessione di spinning o di una bella corsa, l’umorismo è la palestra della mente e fa anche bene al sistema immunitario. Certo, tutto dipende da come e su cosa si ride. Essere sardonici infatti fa male, indica autopunizione, poca autostima e aumenta la depressione. Lo sostiene Scott Weems, neuroscienziato cognitivo alla University of Mariland e autore del nuovo libro ‘Ah! The science of when we laugh and why’, dove riporta le ultime ricerche sull’argomento, oltre che aneddoti divertenti e qualche battuta.

Il saggio così risponde alla atavica domanda ‘perché ridiamo?’ notoriamente rimasta priva di risposta. Scrive Weems sul quotidiano statunitense Wall Street Journal che “il senso dell’umorismo è tutt’altro che superficiale, nasce da un profondo conflitto del cervello e rinforza anche il sistema immunitario. Come per l’esercizio fisico, l’umorismo aiuta a tenere il cervello allenato di fronte ad eventi fortemente stressanti e difficili da interpretare”.

Avere un attivo senso dell’umorismo aiuta a prendere di più dalla vita, sia dal punto di vista cognitivo che a livello emotivo. Un esperimento condotto da uno psicologo della University of North Carolina, citato nel saggio di Weems, dimostra che chi si fa sane risate guardando un film comico, ad esempio, reagisce meglio alla visione di pellicole successive contenenti morti macabre. Guardare commedie raddoppia le nostre capacità a risolvere i dubbi e guardarle prima dei film horror costituisce un toccasana per far calare lo stress psicologico. “Ciò non significa che ogni sorta di humour sia utile – sottolinea lo studioso -. Avere una attitudine al sarcasmo, essere sprezzanti e canzonatori può fare male alla salute, in particolare se si sbeffeggia la propria vita. Studi condotti all’università della Western Ontario dimostrano che chi possiede questo tipo di umorismo ha più alti tassi di depressione degli altri, più elevati livelli di ansia e bassa autostima”. Lo studioso cita a proposito una battuta classica ed emblematica ‘Io e mia moglie siamo stati felici per 20 anni, poi ci siamo sposati’.