Il momento buio, che indubbiamente c’è nel nostro Paese, è anche dovuto a persone che criticano, si lamentano e giudicano e basta”. E’ la piccata replica di Oscar Farinetti ad Adriano Celentano che, in un suo articolo pubblicato sul fattoquotidiano.it, ha duramente stigmatizzato la recente apertura di una nuova sede di Eataly a Milano, nell’ex teatro Smeraldo. Ospite de “L’aria che tira”, su La7, l’imprenditore piemontese risponde alle accuse del cantante (“La tua cultura è solo una facciata per riempire le tue tasche”): “Quelle persone che criticano e giudicano trovano la propria poesia superiore a quella di tutti gli altri e non fanno nulla. Voglio dire a Celentano, che pur ammiro, che la poesia delle mie salcicce non è inferiore a quella della sua Via Gluck”. Farinetti menziona gli allevatori della Granda, che hanno creato un presidio “slow food”. E difende il suo nuovo Eataly: “Qui dentro abbiamo dato 352 posti di lavoro. Ogni sera ci sono giovani che suonano e che si fanno ascoltare. C’è bella gente. E questo è rock. Quando Celentano era giovane, c’erano vecchi babbioni che lo accusavano di aver svalorizzato le vecchie tradizioni della musica e di essere indecente. Lui si ribellava e li mandava a stendere”. L’impenditore precisa: “Io non lo mando certamente a stendere perché ho un rispetto enorme per lui. però lo invito a venire qui: commentare un libro senza averlo letto e giudicare un luogo senza averlo visto, fa parte di quella roba lì. L’Italia va male perché tutti protestano e nessuno fa le robe. E’ arrivato il momento di farle