Per favore, mettete nei bookmarks del vostro browser, ovvero fra i vostri “preferiti”, fivethirtyeight.com.

Andate sul sito e come prima cosa leggetevi il manifesto di Nate Silver: “What the Fox Knows”, ovvero “Ciò che sa la volpe”. La volpe in questione è quella di Archiloco. Nate, anni 36, statistico di mestiere, non sa molte cose, le trova. Lui è quello che nelle elezioni statunitensi del 2012 è stato capace di prevedere il risultato in quarantonove stati su cinquanta. Un risultato notevole che non considera di particolare importanza. Lui è molto più fiero di come ha spiegato l’accettazione crescente delle unioni gay o del perché per i cardinali è stato un vantaggio eleggere Papa Francesco. Vale la pena leggerlo: digitate su Google: “For Cardinals, Advantages in Choosing an Older Pope” e lo trovate.

Nate è il fondatore del primo sito di notizie giornalistiche basato sull’analisi dei “big data”. Nulla escluso: scienza, sports, società, economia, politica. Il suo obiettivo è informare basando le affermazioni sulla raccolta, organizzazione, analisi, esplorazione dei dati per trovare relazioni che hanno senso, non che fanno senso. La redazione è composta da una ventina di giornalisti di tipo innovativo. Nate li chiama “data journalists”. Sanno di analisi statistiche, visualizzazione dei dati, programmazione. Raccontano, non storie, ma quello che trovano, scrivendo, costruendo grafici interattivi, usando sistemi multimediali. Aspettate qualche mese e, finito il rodaggio, troverete il tutto su Facebook, Twitter e Instagram. Ovviamente.

Per ora andate sul sito fivethirtyeight.com e scoprirete perché l’inverno passato è stato uno dei più miserabili, ma non il più freddo; perché i disastri costano come non mai, ma non perché il clima sta cambiando; qual è la probabilità di azzeccare il risultato delle 63 partite del campionato statunitense di basket universitario e incassare il miliardo di dollari in palio… (una probabilità su 7 miliardi, 419 milioni, 71 mila e 319) o perché nonostante la previsione che solo il 40 percento dei crimeani avrebbe votato per l’adesione alla Russia, il 97 per cento ha detto sì.

C’è chi ha commentato che si ha a che fare con una rivoluzione del giornalismo. Strano che nessuno ha parlato di giornalismo 2.0… Di rivoluzione si tratta, ma in senso astronomico. Un giro completo, per tornare alle origini, quando il giornalismo aveva lo scopo di informare, educare, cercando la verità, filtrando le dicerie. O no?

Frequentate fivethirtyeight.com, ovvero 538. Ne vale la pena. Per favore…