È bastato un solo anno per far cambiare opinione a Oscar Farinetti, il patron di Eataly che ha appena inaugurato il nuovo store di piazza XXV aprile a Milano. “Un anno fa ho detto una cazzata”, si è scusato oggi con il suo ospite d’onore, il presidente della Lombardia Roberto Maroni (Lista Maroni – Lega), che la primavera scorsa si candidava alla guida della Regione. “Se vince Maroni, al posto di Eataly a Milano apro un enorme kebab”, attaccava Farinetti nel febbraio 2013, mentre era in corso la campagna elettorale lombarda. E rincarava: “Se vince la Lega è un male per tutti. Come si fa a votare un partito che al primo punto dello statuto mette la secessione?”. Com’è andata a finire lo hanno visto quanti hanno preso parte oggi all’apertura di Eataly Smeraldo. Dal palcoscenico situato al secondo piano dell’ex teatro meneghino, Farinetti ha abbracciato Maroni: “E poi la democrazia è democrazia. Chi vince, vince”. La folla di curiosi applaude, dopo aver atteso a lungo prima di mettere piede in casa dell’imprenditore di Alba. Ma non è finita. Per farsi perdonare fino in fondo e lavare “l’onta”, Farinetti decide di far assaggiare al governatore il ‘manzobab‘. “Tutta carne piemontese”, spiega chi affetta la carne per il presidente padano. “Concorrenza ai kebabbari di Milano? Non li prendiamo nemmeno in considerazione”, tagliano corto. “Buonissimo”, il commento di Maroni, che mangia di gusto insieme al sindaco di Verona Flavio Tosi (Lega), un altro nuovo “grande amico” di Farinetti. Insomma, tutto passato tra Oscar e Bobo. E di fronte ai titoli de La Padania, che oggi accusa l’imprenditore di aver fatto lavorare “operai romeni a poco più di cento euro per quaranta ore alla settimana”, Farinetti si limita a far notare che non ama molto “certi giornali”. Che il super renziano Farinetti sia diventato un po’ maroniano? “Non sono ‘iano’ di nessuno”, risponde, e spiega: “Il superamento delle ideologie lo abbiamo già raccontato, da anni”  di Franz Baraggino