Il fracking, come visto dagli olandesi, coinvolge anche i birraioli, la Coca Cola e i produttori di yogurt. I colossi della birra Heineken, Grolsch e Bavaria dicono infatti di essere contro il fracking fino a quando non sarà dimostrato che le acque sotterranee olandesi non verrano intaccate dalle tecniche estrattive di shale gas. La Heineken è il terzo più grande produttore di birra al mondo, la principale d’Olanda, seguita dalla Grolsch e dalla Bavaria.

Anche i produttori di bevande analcoliche come la Coca Cola e la Pepsi d’Olanda, nonché gli imbottigliatori di acqua Vitens e Brabant Water dicono di essere “scettici” sul fracking e per lo stesso motivo: i timori di inquinamento dell’acqua. Similmente l’associazione nazionale olandese di bevande analcoliche, succhi di frutta e acqua in bottiglia – la FWS che sta per Frisdranken, Waters, Sappen – si è pronunciata contro il fracking.  FWS rappresenta non solo Coca Cola e Pepsi in Olanda, ma anche FrieslandCampina, uno dei principali produttori di latticini del paese.

“La protezione delle acque sotterranee è quindi una priorità assoluta per noi. L’estrazione del gas di scisto e altre attività nel suolo non devono causare danni alle acque sotterranee. Finché tutto questo non sarà stato dimostrato, noi guardiamo al fracking con grande preoccupazione”. Questo è quello che dice Taco Juriaanse, il rappresentate dell’ unione di produttori di birra olandesi. Gli fa eco Lieve Declercq della Vitens che dice: “Se qualcosa dovesse andare storto, la contaminazione dell’acqua porterà a danni irreversibili”.

Anche la banca Rabobank si è dichiarata contraria alle estrazioni di shale gas e ha annunciato che non darà prestiti per finanziare progetti da fracking, perché preferiscono investire sulle energie rinnovabili. La Rabobank è una banca con sede a Utrecht che si occupa principalmente di progetti in agricoltura e sostenibilità.

In Olanda ci sono varie licenze esplorative alla ricerca di combustibili fossili non convenzionali,  nei pressi di Noord-Holland, Utrecht, Gelderland e Flevoland. Si stima che però le riserve di shale gas siano molto scarse e che al massimo l’apporto del gas estratto tramite fracking sarà del 2 per cento della produzione nazionale di gas. Molte comunità sono opposte all’estrazione di gas, proprio per la possibilità di contaminazione delle falde acquifere e per la possibile sismicità indotta.

Per il momento, in Olanda c’è una moratoria temporanea per attendere il risultato degli studi governativi sui possibili impatti ambientali delle estrazioni di gas da scisti.

Intanto qui la situazione sulla sismicità indotta a Groningen, uno dei più grandi campi di gas convenzionale dove lo stesso consorzio trivellante conferma i casi di terremoto innescati dalle estrazioni di gas naturale e fornisce volontariamente risarcimenti a chi ha avuto danni.