Una melodia tra la ballata e il rock che ricorda i tempi di “Siamo solo noi”, un assolo di Stef Burns da stadio pieno e un testo ispirato, nientemeno, al “Così parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche. Ha tutte le carte in regola per diventare un punto fermo della discografia firmata Vasco RossiDannate nuvole”, il nuovo singolo del Komandante, on air per la prima volta in tutte le radio il 14 marzo. Il sound, infatti, è quello del Vasco di “Liberi liberi”, di “Un gran bel film”: un brano da concerto, quindi, che chiude ufficialmente il periodo nero del rocker di Zocca, iniziato con la forzata interruzione per malattia del tour Live Kom 2011, e che riporta indietro le lancette degli orologi agli show storici del cantautore italiano, quelli da tutto esaurito, due ore di musica e nessuna pausa tra “Stupendo”, “Sally” e “C’è chi dice no”. Se “L’uomo più semplice”, insomma, introduceva in chiave leggera un ritorno alla musica celebrato dopo una lunga malattia, e “Cambiamenti” annunciava blues – ironicamente l’impossibilità, per il Komandante, di dare le dimissioni da rockstar, è “Dannate nuvole” a presentare tutti gli ingredienti tipici di una ricetta musicale alla Vasco Rossi: provocazione, un tocco di filosofia e una base ballad – rock condita da un assolo di chitarra.

A livello melodico, infatti, il nuovo singolo, in vendita in un’edizione con foto poster all’interno, “pezzo portante” dell’album inedito che uscirà il prossimo 4 novembre, a tre anni esatti da “Vivere o niente”, ha un suono “molto vaschiano”, per dirla con le parole del Komandante stesso: c’è una chitarra protagonista che irrompe dopo un attacco melodico suonato a tastiera e c’è una struttura da ballata rock, che inizia malinconica per poi acquisire ritmo con l’intervento di Stef Burns, che “Dannate nuvole” proclama ufficiale erede di Maurizio Solieri. A scandire i passaggi musicali è il testo, che è impossibile non ricollegare, almeno in parte, al periodo buio del rocker di Zocca, quello trascorso “in una stanza senza cielo” con un’osteomielite e un’endocardite da curare. Il punto cardine è la prima strofa: “Quando cammino su queste dannate nuvole vedo le cose che sfuggono dalla mia mente, niente dura e questo lo sai, però non ti ci abitui mai. Quando cammino in questa valle di lacrime vedo che tutto si deve abbandonare, niente dura e questo lo sai però non ti ci abitui mai”.

Il tono, però, cambia sul mutare della musicalità: il “chissà perché”, ritornello, è anche la nota su cui si innesta l’assolo di chitarra, forte di una connotazione rock meno evidente negli ultimi singoli, “L’uomo più semplice”, scritto in chiave leggera, e “Cambiamenti”, blues ironico, ma portante, in misura maggiore o minore a seconda della canzone, nei brani più celebri di Vasco Rossi: “Gli angeli”, “Ogni volta”, “Siamo solo noi”, per citarne alcuni. E col cambiare del sound, Vasco Rossi sembra formulare un intento: “Quando mi sento di dire la verità sono confuso, non sono sicuro, quando mi viene in mente che non esiste niente, solo del fumo, niente di vero. E forse lo sai. Però tu continuerai”. “Niente dura – è la chiusura dell’ultima strofa – però tu non ti arrenderai”. Una strofa autobiografica che rievoca quelle parole che Vasco Rossi pronunciò poco prima di riprendere in mano il microfono, a maggio 2013, nel ripensare alla lunga malattia che l’aveva costretto a interrompere il Live Kom 2011 a poche date dalla conclusione. “La guerra contro il batterio killer è stata pesantissima – diceva il rocker, originario di Zocca, in provincia di Modena – negli ultimi tempi ero stanco di tutto, volevo tornare al Vasco Rossi che scrive le canzoni, abbandonare il ruolo della rockstar, che è fatto di gesti e modi di essere, di luci. Volevo tornare ad essere il cantautore che sono. Ho pensato anche al suicidio”.

Allora il ritorno sul palcoscenico sembrava più lontano che mai. Ma, come racconta lo stesso Komandante, “è quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a ballare”. L’intento di “decostruire” il personaggio Vasco, comunque, in qualche modo è andato avanti, “Dannate nuvole” riporta al sound originale, dove il tocco del cantautore, che del singolo registrato tra lo Speak Easy studio di Los Angeles e l’Open Digital di Bologna con la collaborazione di Guido Elmi, ha scritto testi e musica, è evidente. Ai fan, ora, l’ardua sentenza. Il prossimo appuntamento con il Komandante è per quest’estate, quando Vasco si esibirà in concerto negli stadi di Roma e Milano, rispettivamente il 25, 26 e 30 giugno all’Olimpico, e il 4, il 5, il 9 e il 10 luglio a San Siro, e poi, il 4 novembre prossimo con il nuovo album, di cui ancora non si sa il titolo. Certo, sempre che dopo “la sorpresa di primavera”, “Dannate nuvole” appunto, Vasco non decida di stupire i suoi “ragazzi” (solo su Facebook sono quasi 4 milioni) con un’altra novità.