Quasi quotidianamente assistiamo inermi a vicende di malasanità. Ma ci siamo mai soffermati ad esaminare quali potrebbero essere le cause e cosa potremmo fare per evitarle? Spesso si tratta di percorsi assistenziali non corretti che a volte non sono solo illogici, ma risultano anche illeciti. Apparentemente sono utili a risparmiare, sicuramente servono a generare profitto a discapito della salute dei pazienti. Ma come si può guadagnare sulla nostra pelle?

Le norme contenute nel decreto 187 del 2000 relativo alla protezione dai pericoli delle radiazioni ionizzanti per le esposizioni mediche, tra cui i raggi X delle radiografie, dopo oltre 14 anni dall’emanazione non sono ancora state attuate. Permangono inosservate anche le disposizioni della lex artis definite dall’atto medico radiologico del Sirm (Società Italiana di Radiologia Medica). L’inosservanza di tali disposizioni è sempre più spesso causa di danni a pazienti, danni sanitari ed economici.

Il Movimento 5 Stelle ha evidenziato il problema con un’interrogazione alla Camera che è ancora senza risposta e con un’interpellanza discussa in Consiglio Regionale Lombardia con l’assessore regionale Mantovani che ha ammesso che non è a disposizione degli uffici della Direzione Generale Salute un flusso informativo specifico che rilevi, appunto, le informazioni richieste. Lo stesso assessore ha affermato che la gestione in urgenza dell’assistenza al trauma maggiore prevede il coinvolgimento del medico specialista radiologo e che eventuali singole specifiche situazioni di criticità organizzative sono gestite direttamente dalle aziende interessate, nell’ambito della loro autonomia e della loro responsabilità. La Regione Lombardia quindi se ne lava le mani, ma il ministro Lorenzin darebbe un bel segnale se rendesse attuativo il decreto intensificando controlli e sanzioni ed eventualmente rimuovendo l’accreditamento alle strutture che disattendono tali disposizioni.

Altra questione delicata è l’inosservanza delle norme che regolano i riposi del personale sanitario: oltre a causare gravi danni in termini di salute, vita privata e responsabilità professionale, condiziona un’inadeguata e quindi pericolosa assistenza ai pazienti. Su questo tema la Commissione Europea ha già avviato nei confronti del Governo italiano l’ennesima procedura d’infrazione. Se ci sarà comminata una sanzione dovremo pagare per non aver potuto godere dei nostri diritti: oltre al danno la beffa!

Queste e altre gravi violazioni sono state da tempo portate all’attenzione della collettività da un medico radiologo, la dottoressa Grazia Mennella, la quale è da tempo oggetto delle attenzioni dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari dell’Azienda Ospedaliera di Lecco per fatti connessi alla sua attività di sensibilizzazione dei colleghi e degli utenti.

Per questo motivo sabato prossimo (15 marzo) alcuni attivisti hanno organizzato a Lecco un’agorà per sostenere la radiologa e non lasciarla da sola in una battaglia che dovrebbe essere di tutti. L’appuntamento è per le 10:00 all’ospedale di Lecco (via dell’Eremo 9/11). Parteciperanno alcuni parlamentari del M5S tra cui la senatrice toscana Laura Bottici.

La salute non è più soltanto assenza di malattia, ma pienezza del vivere nel senso che è ciò che ci appartiene dal punto di vista fisico, psichico e sociale. (Stefano Rodotà)