Angela Merkel avverte Mosca sulle “massicce” conseguenze politiche ed economiche se non comincia “dei negoziati che raggiungano risultati” sulla situazione in Ucraina. E la prima conseguenza arriva con la dichiarazione dell’Ocse che ha annunciato oggi di aver sospeso “momentaneamente” il processo di adesione di Mosca e di voler rafforzare la cooperazione con Kiev. “Dopo una riunione del consiglio di governance il 12 marzo l’Ocse ha rinviato le attività legate al processo di adesione della Federazione Russa, per il momento”, dicono dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Ma il Cremlino contrattacca e il vice ministro dell’economia Alexei Likacev spiega che se per la questione ucraina verranno decise sanzioni internazionali contro la Russia, Mosca “agirà in maniera simmetrica”.

Merkel, durante un discorso al Parlamento di Berlino, ha aggiunto che la sola via di uscita dalla crisi è attraverso la diplomazia, e ha assicurato ai parlamentari che “l’uso dell’esercito non è un’opzione”. Tuttavia, ha aggiunto, Unione europea e altri Paesi occidentali congeleranno presto conti bancari e renderanno effettive restrizioni di viaggio se la Russia rifiuta di entrare “in negoziati che raggiungano dei risultati e che non siano giusto un modo di temporeggiare”.

Mosca, però, al momento non dà segnali di volere avviare negoziati che portino a risultati concreti a breve e ha lanciato manovre militari in quattro regioni vicino alla frontiera con l’Ucraina per verificare la prontezza delle truppe al combattimento. A due giorni dalla decisione del Parlamento della Crimea di “unirsi” a Mosca, Il ministero della difesa russo fa sapere che si tratta dei poligoni di Rostov, Belgorod, Tambov e Kursk. Sono impegnate unità di fanteria motorizzata, paracadutisti, mezzi corazzati e di artiglieria. Non è stato indicato il numero dei soldati impiegati, a parte i paracadutisti: 4000 persone nella regione di Rostov, con l’uso di 36 aerei e circa 500 veicoli militari. “L’obiettivo principale è di verificare il coordinamento con ulteriore adempimento di compiti in una zona sconosciuta e in poligoni prima mai usati”, ha spiegato il ministero.

Intanto sei caccia Sukhoi27 e tre aerei militari da trasporto sono giunti in Bielorussia, nell’ aerodromo di Bobruisk, a sud-est di Minsk, a circa 200 km dal confine ucraino. A renderlo noto il ministero della difesa bielorusso precisando che i velivoli russi prenderanno parte alla seconda fase delle esercitazioni delle forze armate bielorusse per verificare la prontezza del sistema comune di difesa antiaerea russo-bielorusso. Ieri il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko aveva chiesto alla Russia di rafforzare con una quindicina di aerei la sorveglianza aerea comune del proprio Paese, per rispondere all’intensificazione delle missioni Nato alle sue frontiere per la crisi ucraina.