Tra i delegati Fiom presenti oggi a Milano al congresso lombardo dei metalmeccanici Cgil, la fiducia nel premier Matteo Renzi (Pd) è poca. Tutti in attesa di vedere cosa uscirà dal Consiglio dei ministri di oggi, certo, e l’annuncio del taglio Irpef è valutato positivamente. “Ma rimane vicino alle posizioni dell’Europa, e le premesse non sono tra le migliori”, avverte uno dei delegati presenti. E c’è chi va giù duro: “Non ha credibilità, non l’ha mai avuta”. E ancora: “A me Renzi non piace a prescindere, e credo che presto avrò le mie conferme”, sostiene un’altra delegata Fiom. “Qui la questione non è quanto Renzi piaccia a noi, ma cosa pensa il governo delle proposte precise che la Fiom fa su lavoro e ripresa”, spiega il segretario Fiom Maurizio Landini, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al premier con una proposta di ‘patto per lo sviluppo del Paese’. “Quanto tempo diamo a Renzi per darci una risposta positiva? Tre giorni, poi scioperiamo”, è la provocazione di un altro delegato, che rilancia: “Lui ha sempre fretta, no? Bene, allora gli basta poco per dire se sulla legge di rappresentanza la pensa come la Fiom o come la Cgil e quindi come i precedenti governi”. Quello della rappresentanza è il tema centrale nello scontro interno tra il segretario Cgil Susanna Camusso e Maurizio Landini, che però invita a evitare i personalismi e a mantenere la discussione nel merito della questione. Ma all’ipotesi che Renzi abbia fiutato l’occasione per colpire la Cgil, qualcuno ci crede, anche tra i delegati: “Per come lo conosciamo pensiamo che Renzi utilizzi questo momentaneo rapporto privilegiato con noi per far fuori la Cgil”, spiegano, e assicurano: “Renzi calerà presto la maschera”  di Franz Baraggino