Falsificavano i registri di classe per intascare i contributi regionali. Sono sei le persone pizzicate dalla Guardia di Finanza di Varese che dovranno rispondere di truffa aggravata, falso in bilancio e indebita percezione di fondi pubblici. Si tratta dei responsabili di un centro di formazione professionale accreditato alla Regione Lombardia che sono stati denunciati a piede libero. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal Pm Nadia Calcaterra della procura di Busto Arsizio, tra il 2003 e il 2011 i responsabili della scuola avrebbero percepito indebitamente circa 1 milione e 300 mila euro di fondi regionali e provinciali, in un crescendo di illeciti. Sono appunto accusati di aver falsificato i registri di classe e, in alcuni casi, di averli addirittura inventati di sana pianta, per far sì che dai documenti risultassero le ore di lezione dei tutor, dei coordinatori e dei co-docenti. Peccato che gli studenti non abbiano mai potuto godere della presenza di queste figure nella loro scuola.

Come se non bastasse sembra che nel tempo siano anche stati prodotti dei falsi documenti di spesa, presentati e rendicontati sia alla Regione Lombardia che alla Provincia di Varese, per ottenere rimborsi per spese mai eseguite. La situazione risulta ancor più paradossale se si pensa che, stando a quanto riportato dagli inquirenti, gli studenti del centro di formazione professionale dovevano far fronte alle mancanze della scuola portandosi da casa anche gli strumenti necessari all’apprendimento. Dalle carte dell’inchiesta emerge anche che i pochi oggetti da lavoro presenti nelle aule e nei laboratori spesso sparivano dai banchi di scuola per “ricomparire nei negozi degli insegnanti”.

La ricostruzione dei militari delle Fiamme Gialle si è basata sulla documentazione amministrativo-contabile acquisita negli uffici dell’istituto di formazione, compresi i registri di classe e i fogli presenza. Sono stati sentiti decine tra studenti e dipendenti dell’istituto, portando così a galla un episodio particolarmente odioso, se si pensa che i primi ad essere stati danneggiati sono stati proprio i ragazzi a cui è stata negata la possibilità di un percorso formativo efficiente e completo. Regione Lombardia, preso atto della situazione accertata dalle Fiamme Gialle, ha già stabilito un piano di uscita dell’ente scolastico dall’elenco degli istituti accreditati, al fine di consentire la chiusura degli anni scolastici in corso, a tutela degli studenti.