Polemica in più match tra Peter Gomez e Umberto Cantarello, sceneggiatore del film “La grande bellezza”, durante “Piazzapulita”, su La7. Il primo tema di discussione è la ‘grande bruttezza’ della capitale d’Italia. Contarello si dichiara felice e fortunato a vivere a Roma, “una città meravigliosa dove due cittadini russi vestono le sembianze di centurioni”. E invoca l’eliminazione di parole, come “paese” o quelle che cominciano con “de”, da “degrado” a “decadenza”. Gomez osserva che esiste anche un’altra Italia che combatte la mafia e che si produce in volontariato: “Il pesce puzza dalla testa. Roma puzza non solo per colpa dei cittadini, ma per la mancanza di esempi e di valori dell’esempio. Chi si comporta male e viene giustificato dall’alto allora si sentirà legittimato”. Il direttore de ilfattoquotidano.it si esprime anche sulla bocciatura dell’emendamento sulle quote rosa e prevede che questo Parlamento non voterà mai l’abolizione del Senato. Contarello ribatte: “Questo lo sappiamo a memoria”. E punta il dito contro “la maschera dell’indignazione”, menzionando un aneddoto capitato nella scuola del figlio di 7 anni “nel centro di Roma”. Gomez osserva che “bisogna anche essere liberi di indignarsi”. Il clou dello scontro si registra quando il deputato Pd, Simona Bonafè, concorda con il ministro Boschi sul caso dei 4 sottosegretari indagati: “Questo Paese non può continuarsi a dividere tra giustizialisti e garantisti. L’avviso di garanzia non è un atto di condanna; il caso dei nostri 4 indagati sono diversi dalle dimissioni di Gentile del Ncd”. Gomez non condivide l’opinione della parlamentare: “Chi fa politica ha onori ed oneri diversi dagli altri cittadini. Un principio di normale buonsenso non sta nel far dimettere una persona raggiunto da un avviso di garanzia, ma almeno nel non promuoverlo. All’estero veniamo visti come un Paese di ladri e corrotti”. Interviene nuovamente Contarello che sforna un altro racconto ambientato a scuola, a voler dimostrare che in Italia c’è un’ossessione per la dietrologia: “Il comportamento del governo Renzi sui sottosegretari segnala un profondo senso di discontinuità e didattico. Giustizia e politica erano diventate indecifrabili”. “Non ho capito. Quando lo faceva Berlusconi non andava bene” – insorge Gomez – “adesso che lo fa il Pd va bene. Ma che ragionamento è, Contarello? Per favore, un po’ di coerenza”  di Gisella Ruccia