Nasce come progetto nuovo, espressione della società civile. Con un passo indietro dei partiti, lontano da vecchie logiche. E invece in Sicilia esplode il malumore all’interno della lista L’altra Europa in corsa alle prossime elezione europee a sostegno della candidatura del leader di Syriza Alexis Tsipras. Il mal di pancia principale arriva all’indomani della definizione ufficiale dei candidati per il collegio Sicilia e Sardegna. Tra i nomi figura quello di Valeria Grasso, imprenditrice antiracket del Palermitano sotto scorta per aver denunciato i suoi estorsori. Fin qui, quasi tutti si dicono contenti. Compresi gli esclusi. Almeno fino a quando non si scopre che Grasso si è detta vicina in più occasioni pubbliche al movimento Fratelli d’Italia e ai suoi fondatori Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto. “Questo è un progetto radicalmente di sinistra, in cui rientra un’antimafia sociale nei territori e non quella che si pratica sui palcoscenici. Per questo la invito a fare un passo indietro”, commenta Antonio Mazzeo, giornalista messinese anche lui in L’altra Europa con Tsipras, che minaccia di ritirare la sua candidatura. A 24 ore dalla stampa dei moduli per la raccolta delle firme a sostegno della lista.

Non è la sola tensione interna al gruppo, ma finora l’unica esplosa in pubblico. Tra chi fa notare come la maggior parte dei nomi siano stati imposti proprio dai partiti – come quello di Valeria Grasso, che sarebbe stata sostenuta da Antonio Ingroia, leader di Azione civile – e chi non ha apprezzato la candidatura della capolista giornalista e scrittrice Barbara Spinelli in tre diversi collegi. Ma adesso il dissenso rischia di diventare incontrollabile. “Sono una donna indipendente, non iscritta ad alcun partito: né Fratelli d’Italia né altri partiti. Sentivo e sento ancor di più oggi il dovere di raccontare in giro per la Sicilia e l’Italia intera la mia storia – spiega Grasso sulla pagina Facebook della lista – per questo ho approfittato, e resto ancor oggi grata, di tutte le occasioni che mi sono state offerte per dimostrare che si può vincere contro la mafia. Ho scelto la lista Tsipras perché vedo nei diritti il punto di partenza e di arrivo della vita delle persone”. “Io sono un non violento non faccio ultimatum di guerra, ma questo è un progetto radicalmente di sinistra in cui Valeria Grasso non può riconoscersi”, ribatte Mazzeo, che ha fatto dell’antimafia sociale e della lotta per la smilitarizzazione della Sicilia anche contro il Muos – l’impianto di antenne militari satellitari statunitensi a Niscemi – i punti fermi del suo lavoro di giornalista.

“L’antimafia di destra”, come l’ha definita la stessa Grasso nel corso di un evento pubblico organizzato proprio da Fratelli d’Italia, non convince Mazzeo. Così come la vicinanza a un esponente politico dal passato di estrema destra come La Russa. “Io ho accettato di candidarmi anche perché so che questo è un momento delicatissimo di lotta ai movimenti neonazisti che avranno un successo enorme in Europa – conclude – Essere di sinistra radicale non si può inventare e chi ritiene che questa non sia una lista di sinistra per me non fa parte del progetto. Altrimenti sarei andato con il Movimento 5 stelle. Ma per me la scelta di classe è fondamentale”.

Tra scelte di classe e opportunità politica è la diretta interessata, alla fine, a chiamarsi fuori: “Ho appreso dagli organi di stampa nazionali – scrive in una nota – che il mio nome sarebbe stato escluso dalla lista ‘L’Altra Europa – Con Tsipras’ per una mia presunta appartenenza politica di destra, vorrei fare qualche precisazione: innanzitutto non ho alcun trascorso da ‘militante’. Né a sinistra, né a destra. Sono una testimone di giustizia, che vive h24 sotto scorta e che ha guardato in faccia i mafiosi, denunciandoli e facendoli finire in carcere. Ho esposto tutta la mia famiglia a rischi enormi perché credo nella giustizia. La mia storia inizia in un quartiere di Palermo, non nelle stanze dei bottoni. Barbara Spinelli  – continua – mi ha chiesto via mail di restare e di non fare passi indietro ma forse sarebbe stata opportuna una presa di posizione pubblica da parte dei garanti. Ciò non è avvenuto e pertanto – anche per evitare che il mio nome possa essere ancora utlizzato a sproposito – ritengo doveroso tirarmi fuori da un contesto che, per i suoi estremismi e per le pretestuose e grottesche polemiche degli ultimi giorni, non mi rappresenta. Pensavo fosse un progetto serio – conclude – ma mi sto ricredendo”.

di Claudia Campese