Mentre a Catania sono a rischio 400 posti di lavoro nel settore microelettronico, a Roma la Regione Siciliana diserta un importante incontro al Ministero dello Sviluppo economico. Venerdì a Palazzo Piacentini erano state invitate le quattro Regioni interessate dal comparto della microelettronica, quelle cioè deve le grosse industrie straniere hanno aperto succursali durante gli anni: la Lombardia, la Calabria, l’Abruzzo e la Sicilia, dove la vent’anni l’industria dei semiconduttori ha messo radici a Catania con la St. Solo che a rappresentare la Regione Siciliana al Ministero non è arrivato nessuno, nonostante uno degli oggetti dell’incontro fosse la stesura dei piani di sviluppo per accedere ai fondi strutturali che l’Unione Europea ha stanziato proprio per incrementare la microelettronica: 15 miliardi di euro previsti dal piano Horizon 2020.

“Al tavolo – scrive il deputato siciliano del M5S Tommaso Currò su facebook – sono presenti i dirigenti del Mise, le Regioni Campania e Lombardia, le sigle sindacali, l’Anie. Un argomento centrale riguarda la programmazione delle politiche di coesione 2014-2020. La Regione siciliana è assente e questo è per me motivo di grande rabbia. La Lombardia, a prescindere da tutto, si muove: 3,3 miliardi di euro per le aree ad obiettivo 1. La Regione Siciliana assente, ripeto, assente! Sia fisicamente a questo tavolo, sia per la presentazione di progetti alla Ue”. “La Regione Sicilia ha disertato l’incontro di oggi. Si tratta di un’assenza incomprensibile e ingiustificabile, perché non ci si possono permettere ritardi e tentennamenti di fronte ad occasioni importanti come la stesura di piani di sviluppo per l’accesso ai fondi strutturali e alle risorse stanziate dall’Ue per la microelettronica nell’ambito di Orizzonte 2020”, dice invece il vice segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Luca Vecchio.

La presenza di un membro della Regione Siciliana si paleserà soltanto nel pomeriggio con Linda Vancheri, l’assessore alle attività produttive del governo Crocetta, che però prenderà parte soltanto alla seconda sezione del tavolo tecnico, quella dedicata ai componenti elettronici, settore industriale parente del primo, ma che in Italia è rappresentato soprattutto da piccole e medie imprese. A differenza del settore microelettronico, quindi, le aziende che producono componenti elettronici sono diffuse in tutto il Paese ed è per questo che non era prevista nel pomeriggio la presenza delle Regioni, al contrario dell’incontro iniziato al mattino, dove nessuno aveva rappresentato la Regione Sicilia. “Non è soltanto una questione di presenza fisica, io contesto proprio l’autorevolezza nel gestire le politiche di sviluppo”, commenta Currò.

Proprio venerdì mattina a Catania i dipendenti di St e Micron hanno proclamato uno sciopero di otto ore per protestare contro il rischio licenziamento che pesa sulla testa di oltre 400 dipendenti dell’azienda americana, leader mondiale nel settore dei semiconduttori. “La multinazionale – spiega il deputato di Sel Erasmo Palazzotto – nell’ultimo anno dal decimo posto in cui era posizionata ha raggiunto il quarto nella produzione dei semiconduttori, ha così incrementato di molto il proprio profitto economico, grazie ai lavoratori degli stabilimenti italiani. Questa però nel 2013 ha deciso su scala mondiale di diminuire la propria forza lavoro, dunque operando con tagli al personale anche in Italia. Destino che si potrebbe evitare se la Regione Sicilia riuscisse ad accedere ai fondi Horizon 2020 previsti dall’Ue. Ma per farlo, bisogna prima evitare di disertare gli incontri al Ministero.

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