La Corte dei Conti non si sbilancia, ma punta i riflettori sul contributo delle Poste Italiane al salvataggio di Alitalia. Dopo i dubbi sollevati sui possibili “aiuti di Stato” prima da British Airways e poi da Lufthansa, i magistrati contabili spiegano che “riguardo l’ingresso nel capitale di Alitalia da parte di Poste Italiane con 75 milioni di euro la Corte dei Conti rende atto della complessità della fase preparatoria diretta a verificare la sussistenza delle condizioni legittimanti e giustificanti l’intervento e ritiene di poter riferire in maggior dettaglio in prosieguo, allorché i fattori condizionanti saranno stati verificati e/o confermati alla luce dell’evoluzione del quadro fattuale e saranno ulteriormente confortati dai risultati delle analisi economiche e finanziarie”.

Il giudizio della Corte dei Conti non sembra quindi in linea con l’ottimismo di Massimo Sarmi, amministratore delegato delle Poste, secondo cui gli accordi commerciali siglati insieme ad Alitalia genereranno per Poste Italiane “oltre 30 milioni l’anno di margine complessivo in tre anni” per complessivi 90 milioni e saranno “vantaggiosi” per entrambe le società.

La Corte dei Conti punta poi il dito contro la gestione delle Poste. “I positivi risultati conseguiti costantemente dal 2002 e da ultimo nell’esercizio 2012 costituiscono conferma della validità del modello di business adottato in Poste italiane Spa e delle scelte gestionali operate”, scrive nella relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria del gruppo, sottolineando però che “è necessario che il management della società mantenga costantemente elevato il livello di impegno e di attenzione su quei profili di gestione che necessitano ancora di interventi migliorativi in tema di qualità dei servizi, di conformità normativa, di sicurezza e di contenimento dei rischi”.

Il settore postale nel corso dell’anno, scrivono i magistrati contabili, “è stato oggetto di segnalazioni ed interventi istruttori da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, tutti volti ad assicurare l’effettiva apertura alla concorrenza dei relativi mercati in un contesto normativo e regolamentare ritenuto per taluni aspetti non adeguato a tale obiettivo”. Particolare attenzione – aggiunge la Corte – va posta “alle problematiche riconducibili al funzionamento delle strutture territoriali dei processi postali, per il permanere delle criticità già manifestatesi nel periodo precedente”.