Dare un senso all’ospizio che nel Medioevo accoglieva sull’acropoli di Siena i pellegrini che percorrevano la Francigena, è una delle sfide di una città orfana del Monte dei  Paschi. L’ideale sarebbe trasformare il prezioso complesso museale di Santa Maria della Scala nel Museo di Siena per eccellenza, portandoci la Pinacoteca Nazionale e altri musei, il dipartimento di storia dell’arte e varie biblioteche. Invece, la Giunta comunale sembra intenzionata ad affidare tutto ad un gestore privato: prima si parlava di Civita, ora – renzianamente – di Eataly. E ora siamo alle prove generali: trasformare un monumento medioevale in una maxi-palestra per ‘Siena Sport Week’. Sudiamo addosso agli affreschi, appoggiamo le felpe sui piedistalli delle statue, balliamo la zumba sotto le pale d’altare, altoparlanti e musica sparata nei saloni. La caricatura de ‘La Grande Bellezza’, insomma. E uno non si chiede solo cosa abbia in testa l’amministrazione, ma dove sia finita la Soprintendenza. Forse ora tocca alla Procura, visto che l’articolo 170 del Codice dei Beni culturali stabilisce che: “È punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50 chiunque destina i Beni Culturali ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico, o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità”. E sfido chiunque a dire che non sia questo il caso  di Tomaso Montanari