Ho avuto modo di conoscere Aleksej Nikitin, scrittore ucraino di grande valore, in occasione del Festival letterario Pordenonelegge, di cui sono uno dei curatori. Aveva da poco pubblicato Istemi  per Voland editore, strano ma riuscitissimo romanzo che mischiava ironia, giochi di ruolo, potere spionistico e geopolitica. A parte l’ironia, un mix molto simile alla situazione attuale dell’Ucraina. Nikitin è stato sin dalla prima ora sostenitore del movimento che voleva la destituzione di Yanukovich. L’ho sentito via mail e gli ho fatto alcune rapide domande, nel tentativo di riportare gli umori e le preoccupazioni di un militante per la libertà Ucraina.

Come è la situazione in questo momento?
Le probabilità di un’invasione totale da parte della Russia sono diminuite. Ma l’esercito russo sta ancora bloccando le navi e le basi ucraine in Crimea.

Che tipo di interessi economici secondo te ci sono dietro gli avvenimenti di queste ore?
È difficile dirlo con precisione. In Ucraina convogliano gli interessi delle grandi società di tutto il mondo. Interessi strettamente intrecciati fra loro. Attraverso il territorio la Gazprom trasporta il gas in Europa, il porto di Odessa è il cuore dell’esportazione e dell’importazione delle merci russe, Chevron sta iniziando l’estrazione del gas scistoso ecc. Le grandi società russe sono sempre state interessate alle imprese ucraine, ma il risultato della loro ripartizione lo vedremo solo dopo la fine della crisi.

Avete paura?
L’umore generale a Kiev è tranquillo. Sono tutti sicuri che si troverà una soluzione pacifica. 

Cosa pensi succederà?
È difficile capire cosa pensi Putin, e cosa accadrà dipende soprattutto da lui. È molto importante che gli Usa e l’Unione Europea continuino la pressione economica e politica su di lui. Per la prima volta, ha fatto un passo indietro.

(Nella foto, l’assalto alla sede del governo a Donetsk)