Dopo 15 anni l’Oscar al miglior film straniero è tornato in Italia grazie a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino che al momento dei ringraziamenti ha voluto menzionare due città oltre alle tante persone a cui ha espresso riconoscenza: Napoli, che gli ha regalato i natali e Roma, che più che una cornice è l’indiscussa protagonista della pellicola (il parco degli Acquedotti nella foto)

Molte sono state le perplessità che in patria hanno diviso la stampa, ma un aspetto su tutti ha messo d’accordo anche i più scettici ed è la cura estetica con cui il regista ha dipinto la Capitale, regalando al pubblico un affresco appassionato dell’Urbe con cui il film – che ieri su Canale5 è stato visto da 8,8 milioni di persone per uno share del 36% – ha fatto breccia nel cuore degli americani. Perciò, invece di dare seguito a chi continua a fare polemica, tanto vale andare a scoprire i luoghi che per primi hanno contribuito a ottenere questa grande vittoria.

Si parte dall’abitazione del protagonista, Jep Gambardella, un giornalista di costume e critico teatrale dall’indubbio gusto, come dimostra il suo splendido attico in Piazza del Colosseo (nella foto a sinistra), dal quale Sorrentino ha potuto realizzare le panoramiche su Anfiteatro Flavio, Fori Imperiali e Circo MassimoLa scena iniziale è ambientata negli spazi della fontana dell’Acqua Paola, per i romani “il Fontanone”, nel quale riecheggia il coro di donne da cui il regista muove la macchina da presa per arrivare a catturare una ripresa della vista dal Gianicolo, mentre la sequenza immediatamente successiva è stata girata nella terrazza di un palazzo in via Bissolati, contraddistinto dalla pubblicità del Martini. Non mancano le mete più inflazionate della Città Eterna, a partire da una Piazza Navona deserta e ritratta in notturna, in cui il protagonista cammina insieme a Orietta (Isabella Ferrari), concedendosi una sosta di fronte a Sant’Agnese in Agone, la chiesa barocca a cui hanno collaborato sia Borromini che Bernini, passando per la Via Veneto de La Dolce Vita, i Musei Capitolini o le Terme di Caracalla, in cui sono girate le sequenze più “felliniane” con Vernon Dobtcheff nelle vesti del prestigiatore amico di Gambardella.

Ma la possibilità che la pellicola offre è quella di andare a scoprire insieme ai personaggi una Roma nascosta, fatta di luoghi spesso sconosciuti anche a chi nella Capitale vive da anni. Da Palazzo Spada, l’edificio ristrutturato nel Seicento da Borromini con al suo interno un piccolo capolavoro di prospettiva, alla Villa del Priorato di Malta sul Colle Aventino, conosciuta ai più per il dettaglio del buco della serratura attraverso cui si vede la cupola di San Pietro, nella quale è ambientata la scena con un irriconoscibile Giorgio Pasotti. Da Palazzo Braschi, l’edificio regalato da Papa Pio VI al nipote oggi sede di un museo comunale, al Tempietto di San Pietro in Montorio dove il protagonista si sofferma lasciando il pubblico ad ammirare il monumento realizzato dal Bramante, fino a Villa Medici (nella foto a sinistra), Palazzo Sacchetti, Palazzo Altemps, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, con una chicca riservata al Parco degli Acquedotti, location in cui il regista ha voluto ambientare una delle scene più ironiche e ciniche del film. In definitiva, riuscito o no, degno o meno dell’Oscar appena vinto, La Grande Bellezza ha il pregio di essere una meravigliosa passeggiata cinematografica tra i luoghi più belli di Roma.

Nel trailer la grande bellezza di Roma