Per la Terra non ci sarà nessun pericolo, ma l’incontro ravvicinato con un asteroide dal diametro di circa 30 metri, previsto per il 5 marzo, potrebbe essere uno spettacolo da non perdere. L’asteroide, appena scoperto e chiamato 2014 DX110, passerà all’interno della distanza che separa la Terra dalla Luna. “È un record storico poiché questo passaggio rientra fra i 200 più ravvicinati avvenuti dall’inizio del ‘900. Tuttavia il nostro pianeta non corre alcun pericolo”, rileva l’astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.

A un anno dall’esplosione dell’asteroide che ha attraversato l’atmosfera sulla città russa di Chelyabinsk, i passaggi ravvicinati più celebri sono quelli di 2011 MD, dal diametro di circa 20 metri, che il 27 giugno 2011 è transitato a circa 20.000 chilometri dalla Terra. Da ricordare anche 2004 FH, dal diametro di 20 metri, che il 18 marzo 2004 è passato a circa 50.000 chilometri dalla Terra, e ancora 2014 DA14, che il 15 febbraio 2013 è passato a circa 36.500 chilometri e che, con i suoi 40 metri di diametro, è il più grande fra gli asteroidi che si sono avvicinati a meno di 100.000 chilometri dalla Terra.

La scoperta dell’asteroide 2014 DX110 è stata annunciata dal Minor Planet Center, l’organizzazione dell’Unione Astronomica Internazionale che ‘sorveglia’ i corpi minori del sistema solare. Secondo le stime passerà ad una distanza inferiore a 350.000 chilometri, pari a 0,9 la distanza fra Terra e Luna, che è di 384.403 chilometri. “È una distanza sicura, ma capace di offrire un vero spettacolo – prosegue Masi – anche perché nel momento in cui l’asteroide raggiungerà la minima distanza dalla Terra sarà perfettamente visibile dall’Italia”. Non sarà comunque possibile vederlo a occhio nudo e, data la sua notevole velocità, non sarà nemmeno facile catturarne le immagini, se non con telescopi dal diametro di 40 centimetri. Nuvole permettendo, bisognerà comunque “cogliere l’attimo”, considerando che subito dopo il passaggio ravvicinato l’asteroide diventerà sempre meno luminoso e osservarlo sarà ancora più difficile.