Cari malpancisti del Pd, da brava crocerossina devo abbandonare al loro destino i casi disperati (tipo Letta), somministrare Maalox ai meno gravi, e concentrarmi sulle vie di mezzo, quelli a rischio ulcera. Tre su tutti: Pippo Civati, Stefano Fassina e Miguel Gotor. Accomunati da percorsi di studio di tutto rispetto (filosofia, economia e storia), dal fresco ingresso in Parlamento e dall’avversione verso Renzi. Dovete sapere che la bile (malcelata) fa parecchi danni. Non dico di tornare ai vostri studi, ma perché almeno non tornate alle vostre idee?

Lei, Civati, a dispetto dell’anagrafe, è stato il primo rottamato di Renzi. Partì con lui dalla Stazione Leopolda nel 2010, ma è sceso alla prima fermata. Ha poi preso altri treni, rimanendo però, per protesta, sempre sulla scaletta: non ha votato la fiducia a Letta ma ha votato il resto, ha promesso di “vendicare” Prodi ma non ha mai fatto i nomi dei 101 che l’hanno impallinato, dopodiché è stato ri-rottamato alle primarie da segretario e, ora che Renzi è arrivato con l’alta velocità a Palazzo Chigi, gli dice “Matteo sbagli, ma ti voto”. Non vorrei che a forza di stare mezzo dentro e mezzo fuori si surgelasse o, peggio, si spettinasse il ciuffo.

A lei, Fassina, ho già scritto quando si dimise da viceministro proprio in polemica con Renzi. Ora – ma come fa? – gli vota la fiducia, però “non in bianco” e non senza puntare il dito scandalizzato contro il conflitto d’interessi della ministra Guidi. Strano, mi pareva di ricordare che lei fosse al governo con il re degli interessi Berlusconi.

Stessa critica alla Guidi mossa da lei, caro Gotor, che aggiunge che il governo nasce sotto “la manina di Berlusconi”, che il discorso di Renzi ha “pochi contenuti”, “tutti titoli”, e il sindaco d’Italia è “come De Mita”. Dopo questa gragnuola eccola, tutto d’un pezzo, votare la fiducia. Naturalmente per “disciplina di partito”. Ma è un partito o una caserma?

C’è licenza di uccidere un premier ma non di votare liberamente (e poi sono altri gli antidemocratici …)? Perché vi ostinate a starci dentro? Speranza di inciampi renziani per tornare in auge, banale interesse poltronistico o masochismo? Guardate il centrodestra: hanno un partito per ogni leader, sono alla maggioranza e all’opposizione, dicono tutto e il contrario di tutto, così possono conquistare tutti gli elettori possibili. Tanto poi alle elezioni saranno uniti. Voi invece avete una pletora di leader (di vario cabotaggio) nello stesso partito, siete centripeti invece che centrifughi: una galassia interna che gira, gira, le fa girare a voi e pure ai vostri elettori, che non sanno più se siete di destra, di centro o di sinistra.

Perché non scendete finalmente dal treno lanciato verso non si sa dove? (Mica vorrete pure voi “Cambiargli verso” come Renzi, no?). Incontrereste molti delusi sulla vostra strada, evitereste accuse di opportunismo e ci guadagnereste in credibilità, coerenza e dignità. Vi sembra poco? Un cordiale saluto.