Avete mai provato a digitare assieme le parole “Bce” e “inflazione” su Google?

Fatelo e se aveste ancora qualche dubbio sui possibili fini della politica monetaria di Francoforte vi passerà immediatamente.

Il primo risultato della ricerca è il link a una pagina del sito della Bce dove avrete l’opportunità di partecipare a uno straordinario giochino online: “Inflation Island”, l’isola dell’inflazione. Non sto scherzando.   

Appena aperto il link compare una specie di mappamondo con l’inquietante titolo e, poco più in basso, un sottotitolo altrettanto spaventoso: “come incide l’inflazione sull’economia”. Provateci, cari navigatori, e potrete prendere coscienza dei devastanti effetti dell’inflazione, vaccinandovi finalmente contro i cattivi maestri della “stampata facile” che ormai sembrano prosperare in ogni dove (specie nelle sventurate lande dell’Europa meridionale).

Vi prego di notare prima di tutto la colonna sonora. Dario Argento sarebbe soddisfatto: c’è una specie di basso sintetizzato e incalzante che induce di per sé stesso preoccupazione e angoscia, accompagnato da un pianoforte che alterna una/due battute cupe a poche e veloci note alte; certo potevano fare ancora meglio, ma direi che riescono a spaventare abbastanza l’angosciato europeista in crisi d’identità.

Il vero gioiello, però, sono i fumetti utilizzati per descrivere i quattro scenari di riferimento del gioco: deflazione/stabilità dei prezzi/inflazione elevata/iperinflazione. Entrando nell’Isola potrete scegliere di visitare sei diversi luoghi e osservare cosa accade in ciascuno di essi. Siccome ho sempre avuto una passione per l’università (ero giovane) e per i centri commerciali (adoro l’abbondanza consumistica) vi limiterò a descrivere questi due, pregandovi però di fare da soli il tour completo.    

Comincio dall’università: ecco una simpatica studentessa che vi mette a parte dei progetti che ha in ballo grazie alla stabilità dei prezzi: “Sono felice. Ho quasi finito gli studi e le mie prospettive di lavoro sono abbastanza buone (beata te!), la maggior parte dei miei amici dell’università ha già ricevuto offerte di lavoro” (ecco, se siete studenti italiani fate finta di non aver letto questo passaggio, sennò parte la bestemmia e vi perdete pure la Divina Misericordia).

C’è poi lo scenario dell’inflazione elevata: la studentessa non è più simpatica e, a ben vedere, non è manco più studentessa; è diventata una triste cameriera (capito? Con l’inflazione scordatevi la laurea!). Ma lo scenario più bello è quello dell’iperinflazione: la ragazza ha ora una maglietta sfilacciata. Alle sue spalle giace un barbone che dorme in mezzo al prato (al barbone in fondo che gli frega dei prezzi che non ha una lira in nessuno scenario, beato lui…). Notare che anche il tempo è evidentemente peggiorato: lo sanno tutti che quando c’è tanta inflazione piove e fa freddo!

E in caso di deflazione? Poi così male non si sta: la ragazza torna a essere una studentessa (notare il fatto che è seduta al tavolo, invece di servire) anche se è un po’ preoccupata; certo, papà ha perso il lavoro e mamma potrebbe perderlo, ma “mi posso permettere cose che l’anno scorso non potevo comprare…”. Chiaro? I genitori perdono il lavoro, ma lei può comprarsi la borsa di Gucci a buon mercato: non è così brutta la deflazione!!!

E ora andiamo al centro commerciale: il cielo è sereno, la gente felice e ci accoglie una guardia giurata sorridente (ne avessi mai vista una dal vivo). A dire il vero è un po’ stressata per la ressa, ma sa che grazie la stabilità dei prezzi la gente spenderà e per lei ci sarà un futuro. Non è più così con l’inflazione elevata: la nostra amica è visibilmente incazzata, si lamenta delle manifestazioni, del troppo straordinario (chissà se in Germania almeno lo pagano) e del fatto che aumentano i furti. Una piccola chiosa: notate i rifiuti abbandonati in strada, con l’inflazione la gente se ne sbatte del decoro urbano!

Con l’iperinflazione siamo al delirio: ancora manifestazioni (ma perché ‘sta idiosincrasia per le manifestazioni? A me piacciono le manifestazioni), saccheggi, vandalismo; il quartiere è sempre più sporco e la nostra guardia giurata espone, desolata, il cellulare nella mano destra come a dire: “chi devo chiamare per far alzare i tassi???” Inutile sottolineare che il cielo è buio e c’è un tempo da lupi.

E finiamo, come al solito, con la deflazione: qui il paternalismo monetarista arriva all’acme. La nostra amica guardia è un po’ preoccupata perché la gente compra poco, ma con un cinismo che in confronto Gordon Gekko sembrerebbe un’orsolina afferma: “La situazione è un po’ deprimente (sarà perché i negozi falliscono?) , ma almeno è tranquilla (ecco, come al cimitero…)”.

Che dire? Credo che questo programmino chiarisca la filosofia alla base della politica monetaria della Bce più di tutti i discorsi di Draghi e di tutte le minacce di Schauble.  

Riuscirà Matteo Renzi a convincerli che è bene per l’Italia sforare il 3%?

p.s.: l’isola dell’inflazione è una delle poche pagine del sito Bce ad essere anche in italiano. Chissà come mai…