Ormai è ufficiale la prolungata crisi economica ha prodotto un’epidemia di secessioni politiche. Tutti vogliono separarsi da tutto e da tutti: Angelino Alfano da Berlusconi, Matteo Renzi da Letta ed adesso il virus secessionista è comparso in rete e minaccia il Movimento 5 Stelle.

Ormai va sempre più di moda fare politica in opposizione a qualcun altro, come di moda è avere il proprio partito o la propria corrente. Alfano ed i suoi fedelissimi non volendo dimettersi dal governo Letta hanno fondato il loro partitino. Più abile Renzi che il partito se l’è messo in tasca con una campagna di comunicazione da far invidia al Silvio degli anni Novanta. Adesso è la volta del 5 Stelle, in un video Grillo l’ha detto: meglio che chi non è d’accordo con noi, gli espulsi insomma, se ne vadano e formino anche il loro partito. Ormai solo gli sfigati non ce l’hanno.

E’ chiaro che il motivo principale per cui nulla, ma proprio nulla, è stato fatto in questa legislatura in carica da un anno è il virus. Altrimenti come spiegare che mentre il paese va a picco chi dovrebbe risollevarlo è ossessionato dalla secessione e non fa che creare correnti e partiti? A conferma della malattia che ormai dilaga nel paese, e che ha come epicentro Montecitorio, ci sono anche le motivazioni della secessione, nessuna ha valore politico.

Che significa? Che divorzi ed espulsioni nascono da opinioni comportamentali non da serie divergenze sulle politiche perseguite o proposte perché queste non esistono. Mi spiego: cos’ha fatto Letta per essere sfiduciato dal suo stesso partito? Nulla, perché non ha fatto proprio nulla di importante.

Lo stato confusionario prodotto dal virus è ormai oggetto di studi internazionali. Il partito di maggioranza, anche se minuscola, ha sfiduciato se stesso mantenendo i ministri della coalizione Alfano e cambiando quelli propri. Non si era mai vista una cosa del genere, sostengono gli studiosi del fenomeno. Ce si tratti di un virus retrovirus? Che cambia costantemente, è possibile. Berlusconi, che dovrebbe essere in galera ma data l’età gli sono saranno concesse misure alternative, si prepara già alle elezioni e loda il nuovo leader Renzi, anche questo comportamento ha del surreale ed è imputabile al virus.

Nel frattempo chi vuole aizzare giustamente gli animi (ormai la consapevolezza del disastro economico ce l’hanno anche i cani in Italia) lancia qualche commento sull’economia e sulla grande truffa dell’alta finanza. Peccato che questi sono temi vecchi, discussi già nel 2010 ed ignorati un po’ da tutti. La perdita di memoria fa parte dei sintomi della malattia secessionista.

Nel lontano 2010 chi scrive, e dato che vive all’estero non è stata ancora contaminata dal virus, aveva messo in guardia contro l’acquisto dei debiti tossici da parte delle nostre banche. Grazie al LTRO ed ad altre strategie monetarie Mario Draghi ha messo in mano alle banche italiane il contante necessario per riacquistare da quelle estere tutto il marciume prodotto dal nostro tesoro. In combutta c’era Mario Monti, che se non ricordo male quando venne eletto venne descritto dai media e dagli italiani come Gesù Bambino, il messia che salverà il paese. Anche Monti ed il suo governo si sentivano come i personaggio del presepe. Da quanto mi dicono gli esperti quello fu uno dei primi sintomi del virus secessionista. Ed infatti che fece Monti quando venne messo alla porta? Anche lui fece il suo bel partitino.

Al momento, ahimè, non esiste una cura per questa malattia e questo è un bel problema. Se continua così il processo di secessione farà sì che ognuno vorrà la propria democrazia diretta, controllata solo da se stesso, a quel punto chi ci salverà dall’ultimo stadio dell’epidemia: l’anarchia?