Mentre il Regno Unito si prepara, in primavera, a celebrare il primo matrimonio gay – e la prima coppia è già stata individuata, due ragazzi londinesi – un nuovo, inaspettato supporto alle unioni fra persone dello stesso sesso arriva dalla Corte suprema britannica. “Il matrimonio gay farà bene alla famiglia tradizionale e fornirà un ambiente più sano per quei bambini nati in coppie omosessuali”, ha detto Lord Wilson of Culworth, che nella corte siede dal 2011, intervenendo a una conferenza di giuristi a Belfast, in Irlanda del Nord. “Già oggi – ha proseguito il giudice – la famiglia nucleare è stata soppiantata da coppie risposate, circoli allargati e così via. Io sono un cristiano credente, sono un fedelissimo anglicano, eppure la società nel suo complesso sta beneficiando di un approccio moderno all’amore e al matrimonio. Così, le unioni dello stesso sesso rafforzano anche gli eterosessuali, perché danno nuovo valore alla famiglia”. Le parole del giudice sono subito state accolte con grande favore dalle associazioni di gay e lesbiche del Regno Unito, che negli ultimi anni hanno sempre guardato con preoccupazione alle sentenze sul tema che arrivavano dalla Corte suprema. “Finalmente anche gli uomini di legge se ne stanno accorgendo”, ha commentato Stonewall, l’Arcigay britannica.

Ma le parole di Lord Wilson, comunque, riecheggiano anche quelle del primo ministro David Cameron. Che, l’anno scorso, durante il dibattito che poi ha portato alla legalizzazione del matrimonio gay, aveva parlato di un matrimonio “rafforzato” dalle esigenze della comunità omosessuale. “Lo sostengo – disse Cameron in parlamento – non solo perché credo nell’eguaglianza ma perché credo appassionatamente nel matrimonio. Credo che il matrimonio sia un grande istituto: penso che aiuti le persone a prendersi responsabilità e impegni, a dire che si prenderanno cura e vorranno bene a qualcuno. Penso aiuti le persone a mettere da parte l’egoismo e pensarsi come unione, insieme all’altro. Il matrimonio mi appassiona molto e penso che se funziona per gli eterosessuali come me, dovrebbe funzionare per tutti: per questo dovremmo avere i matrimoni gay e per questo li introdurremo”. Cameron fece virare completamente la posizione del partito conservatore, per qualche decennio strenuo oppositore dei diritti Lgbt. Una mossa politica che gli ha procurato ampi consensi fra quei milioni di omosessuali e bisessuali che popolano il Regno Unito.

Così, con un matrimonio sempre più “elastico”, come ha suggerito anche il giudice della Corte suprema, a fine marzo, appunto, verrà celebrata la prima unione fra persone dello stesso sesso. Quando fu approvata la legge, l’anno scorso, si parlò di un’attesa fino a luglio 2014, ma il processo è stato accelerato. Eppure la stampa, recentemente, ha riportato la notizia di alcuni intoppi, come quanto accaduto a una coppia di Barnsley, due uomini già in civil partnership e con relativi figli. Ai due la legge ha presentato un inghippo. Si sono recati in Comune per iniziare la pratica per convertire l’unione civile, contratta nel 2008, in matrimonio. Ma si sono sentiti dire che, per potersi sposare, avrebbero prima di tutto dovuto sciogliere la civil partnership, in pratica divorziare. Unico problema, per poterlo fare dovrebbero dimostrare infedeltà, incompatibilità, mancato supporto reciproco. Tutte cose indimostrabili al momento della richiesta di una licenza di matrimonio, chiaramente. Un impedimento burocratico dovuto a un’interpretazione alla lettera della legge, ma il governo ha comunque promesso che, entro l’autunno, tutto verrà risolto.