Il Festivàl al tempo di Fecebook e l’intera terza serata riassunta negli status:

Pronti per la terza serata? Si parte :-)

Renzo Rubino: La canzone più brutta di Renzo Rubino – tra le due – è venti volte meglio di quella che vincerà il Festivàl.

Artisti e no, parafrasando Vittorini.

Terza serata del 64esimo Festival della canzone italianaLuciana Littizzetto: Cosa cavolo abbiamo fatto di male per dover sopportare i monologhi della Littizzetto a “Che tempo che fa” e una settimana intera al Festivàl? La paghiamo più di quello che spendiamo ogni anno per le ricerche sulla mutazione del clima. È il radical chic buonista che incontra il Vaffa-Day di Beppe Grillo in un summit sulle catastrofi postmoderne. Chi specula sulla disabilità non merita nessun tipo di rispetto; chi ha bisogno di ribadirne la normalità soffre di evidente afasia intellettuale, quando non è in malafede.

Francesco Renga: Francesco Renga continua bellamente a ignorare le proteste sindacali delle cucitrici dei primi bottoni delle sue camicie. Inaccettabile.

Francesco Sarcina:.

Perturbazione: Dico la mia sulla canzone dei Masturbaz… ehmmm… Perturbazione: tanto rapida quanto dimenticabile.

Riccardo Sinigallia: Io penso che se il sistema mediatico darà in futuro la possibilità a Riccardo Sinigallia di essere decentemente diffuso, la canzone italiana sarà arricchita da almeno un paio di pezzi memorabili, di quelli storici che rimangono. Lo dico senza un briciolo d’ironia.

Purtroppo credo che non accadrà. Fra l’altro, alcuni dicono che non faccia cose nuove. È solo perché canta da anni nel giro romano e, nel frattempo, i suoi amici famosi l’hanno scopiazzato.

Renzo Arbore: Per fortuna Arbore ha conservato la tempistica asciutta della presentazione del suo set. Ricorda un po’ quei vecchi zii delle cene di Natale, cui pare scortese non mostrarsi interessati mentre ti raccontano – in sobrie due ore e trenta minuti – un simpaticissimo aneddoto di quand’erano al militare sessant’anni prima.

Reginella ha una tale carica vitale, attualità artistica senza tempo e vigore passionale che questa versione “amarcord” di Arbore dovrebbe essere citata per danni di fronte ad Apollo in persona.

Noemi: Ma vogliamo parlare del testo della canzone di Noemi? Dai… su… forza… chi comincia? Vabbè inizio io: la parte più bella è nel ritornello, quando dice:

“eee

eee”.

Effetto Vasco.

Antonella Ruggiero: Non riesco proprio a capire le parole del ritornello di Antonella Ruggiero. Non ce la faccio proprio, ma mi succede almeno da trent’anni, non è un problema. Resta il fatto che lei è una delle donne più belle dell’Europa occidentale. Tanto basta.

Arisa: Arisa vince. Dai su su. La canzone è bellissima (forse un po’ troppo scarna d’arrangiamento), nonostante lei faccia di tutto per massacrarla con le smorfie di un orango costipato da settimane.

Ron: Ron è nato il 13 agosto 1953. Dov’era Biscardi la sera del 13 novembre dell’anno prima?

Giuliano Palma: Secondo me è stato un grave errore far cantare Giuliano Palma in prossimità dell’inizio dei Bellissimi di Rete 4. Ma io di palinsesti e tivù non capisco granché.

Luca Parmitano: Parmitano ha visto il mondo da un oblò e ora è emozionantissimo a Sanremo: caleidoscopici paradossi di quella meraviglia del Creato che è l’essere umano.

Damien Rice: Ora Damien Rice, ieri Rufus Wainwright.

Tutta gente che sa che gran parte della differenza la fa come si sta sul palco, significando: «Io canto e voi mi dovete stare a sentire. Punto».

Lectio magistralis.

Però va bene anche Giuliano Palma, sia chiaro.

Tanto prima o poi moriremo tutti. Che differenza fa?

Giovani: E non farò mai paragoni tra Rocco Hunt e Frankie Hi-Nrg, al di là di facili preterizioni. Però è impressionante, sembrano calcio e calcetto :-)

Veronica De Simone ha proprio un gran bel pezzo. C’è tutto dentro: stelle, gabbiani, stacco di coscia e caschetto biondo. Vince. Se passa vince.

Vadim: io con quella sciarpa lo perdono, qualunque cosa stia per cantare.

Vadim, sei semplicemente un millantatore. Troppo facile nascondersi dietro una sciarpa e riempire di aspettative la gente.