Una delle applicazioni più cool che potete trovare sullo smartphone di ogni “smanettone” che si rispetti, è sicuramente Shazam, il magico identificatore di canzoni che viene in nostro soccorso ogni qualvolta ascoltiamo un brano che ci piace alla tv, radio o qualsiasi altro supporto e non ne conosciamo né il titolo né l’autore. Utilizzata da quasi 100 milioni di persone, l’app Shazam è il sogno di chi, cresciuto negli anni Settanta, Ottanta e Novanta impazziva quando entratogli un motivo di una canzone nella testa non riusciva a venirne a capo, convivendo con un fastidioso e perenne punto interrogativo.

Fondata in Inghilterra nel 1999 da Chris Barton, Philip Inghelbrecht, Avery Wang e Dhiraj Mukherjee, dal settembre del 2012 (fonte Wikipedia) Shazam, che ha sede a Londra, ha incassato la bellezza di 32 milioni di dollari di finanziamento. E per capirne la portata, basti pensare che durante la notte del SuperBowl, oltre 350mila tag sono stati effettuati con Shazam, durante l’esibizione di Bruno Mars. Shazam sfrutta il microfono incorporato nel cellulare per catturare un breve campione di una canzone in riproduzione. Viene poi creata un’impronta digitale acustica sulla base del campione e confrontata con un database centrale alla ricerca della somiglianza fra le oltre 11mila canzoni presenti.

App gratuita, oltre a fornire titolo e nome dell’autore “taggato”, dà anche approfondite informazioni sull’artista (genere, etichetta, discografia) indicandone i brani fondamentali e le date del tour che sono in programma. Ogni volta che Shazam viene utilizzata, i dati vengono fatti confluire in un database che raccoglie tutti i tag degli utenti. Informazioni preziose, che i creatori di Shazam da tempo pensano di valorizzare e naturalmente, sfruttare al meglio. Sono molte, infatti, le etichette che utilizzano Shazam per identificare i nuovi artisti, sconosciuti, grazie ai tag degli utenti e magari metterli sotto contratto.

Il New York Times ne aveva anticipato la notizia, che adesso è ufficiale: la Warner Bros ha annunciato una partnership con Shazam, per fondare insieme un’etichetta con la quale produrre i dischi di nuovi artisti, ritenuti validi, scoperti tramite Shazam. “Associandoci a Shazam, un marchio che è sinonimo di scoperta musicale per gli appassionati di musica di tutto il mondo, abbiamo creato una proposta estremamente significativa: la prima etichetta discografica crowdsourced e fondata sui big data – ha dichiarato uno dei dirigenti della Warner, Rob Wiesenthal – per quanto nessuno dei due elementi potrà mai sostituire le competenze e le intuizioni dei nostri professionisti nel campo dell’A&R (acronimo di Artists and Repertoire, nda) riteniamo che le informazioni che otterremo da questa nuova etichetta ci offriranno indicazioni molto utili per rafforzare le nostre capacità di trovare le star di domani”.

Il presidente di Warner, Mike Caren, invece ha ricordato che “milioni di fan usano l’app di Shazam per scoprire musica, e dunque ogni volta che una canzone debutta nelle prime posizioni della sua classifica si tratta di una importante, prima indicazione del suo potenziale di successo. Questa innovativa partnership integrerà le nostre attività preesistenti sul piano dell’A&R, creerà nuove opportunità per l’individuazione di nuovi talenti e amplierà la gamma delle nostre attività di sviluppo artistico”.

L’idea sembra buona, mentre aspettiamo di conoscere chi sarà il primo artista a beneficiare di questa unione.