Sull’Appenino Tosco-Emiliano, tra l’autostrada del Sole e la Cisa, abbastanza lontano, ma non troppo, dai viadotti che collegano il Nord e il Mezzogiorno, c’è un territorio dove ancora vivono i briganti. Ma non sono i delinquenti che nelle epoche passate terrorizzavano chi attraversava questi monti percorrendo il passo dell’Ospedalaccio. Sono briganti nell’anima, briganti ecologici, sempre pronti a spiegarti tutto della loro terra, ad offrirti un grappino o a farsi una risata in compagnia. I Briganti di Cerreto sono una comunità paese, una cooperativa di persone nate e cresciute nei luoghi protetti del Parco Nazionale dell’Appennino, nei piccoli borghi di montagna che stavano scomparendo insieme ai servizi e alle attività commerciali essenziali per la loro sopravvivenza, e che un gruppo di ragazzi di Cerreto Alpi ha deciso di salvare nel 2003.

L’idea è stata quella di puntare sul turismo sostenibile per fare in modo che la piccola comunità di appena 80 anime potesse di nuovo sentirsi tale. Nonostante i briganti non siano neanche una dozzina, in questi 10 anni hanno ristrutturato molti degli edifici che ora sono tornati ad essere punti di aggregazione per i residenti o sono diventati attrazioni per i turisti: come il vecchio mulino sul fiume Secchia dove si può anche dormire, il rifugio per rifocillarsi durante le passeggiate (estive e invernali) o il metato, un antico essiccatoio per le castagne.

Ma il Parco Nazionale dell’Appennino ha un obiettivo ancora più ambizioso: sviluppare l’ECO-Cluster (Environmental COoperation model for Cluster), ovvero un modello di cooperazione ambientale per un’area territoriale caratterizzata dalla presenza di attività economiche omogenee per dimensione e tipologia. Si tratta di un progetto sperimentale coordinato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e co-finanziato dall’Unione Europea nell’Ambito del programma LIFE+ Environment 2009. Lo scopo dell’ECO-Cluster è di creare un tessuto connettivo in cui possano coesistere pubblico e privato in modo da tutelare l’ambiente, far restare sul territorio i suoi abitanti e proporre un turismo alternativo, ecologico, sostenibile.

@nicvalen