Con 155 voti favorevoli, 50 no e sei astenuti l’aula del Senato ha approvato l’emendamento sul piano di rientro triennale del debito della Capitale contenuto nel dl Enti Locali. Il decreto ha assorbito le norme del Salva Roma

L’approvazione dell’emendamento, firmato da Giorgio Santini (Pd) mette al riparo i conti della Capitale dando la possibilità a Roma di escludere 485 milioni di euro dal debito scontandoli dalla gestione commissariale. In particolare si tratta di 350 milioni per il bilancio 2013 (già approvato dall’Assemblea capitolina) e di circa 180 per il bilancio 2014.

Inoltre, l’emendamento stabilisce che il Campidoglio possa dismettere quote delle società partecipate, ad esclusione di quelle quotate in borsa (misura che salva Acea ndr.) che non abbiano come fine sociale attività di servizio pubblico ma solo “ove necessario per perseguire il riequilibrio finanziario del Comune”. L’emendamento nasce dalla sintesi del precedente testo proposto da Santini e da quello predisposto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini.

Il testo impone al Comune di Roma di trasmettere entro 60 giorni ai ministeri dell’Economia, dell’Interno e alle Camere un rapporto che evidenzi le cause del disavanzo e le misure che si intendono prendere per il contenimento dei costi.