Il Festival perde ascolti: la media di martedì sera è stata di 12.466.000 telespettatori nella prima parte (share del 45,77%); un anno fa la prima serata ottenne una media di 14.196.000 (share del 47,60%). Indovina indovinello, di chi è la colpa? Dei contestatori! Fazio esordisce così, la mattina dopo: “Quel lungo prologo evidentemente ha inquietato non solo noi, ma anche il pubblico a casa. Per certi versi è un buon segno. Ci sono state conseguenze, sicuramente una cardiaca per me, ma si vedrà più avanti, e la seconda sugli ascolti, cioè siamo stati molto penalizzati”.

Ricapitoliamo: è la prima sera, l’arrivo annunciato di Grillo ha richiamato la stampa di tutta Italia e da giorni non si parla d’altro che di una probabile interruzione in diretta al Festival di Sanremo. La Rai dà ampio spazio al servizio sull’arrivo dell’ex comico a Sanremo e nel collegamento dall’Ariston Vincenzo Mollica fa una domanda a Fazio a proposito delle dichiarazioni di Grillo. Tra l’altro, la controprogrammazione sulle altre reti è stata praticamente nulla (a differenza di ieri sera, con la partita di Champions League in chiaro). Al direttore Leone chiediamo lumi sul ragionamento per cui la suspense nuoce agli ascolti. Risposta: “Dall’andatura delle curve e dello share vediamo che l’aspettativa generata dell’eventuale esternazione di Grillo, o dai due operai, non solo non ha generato attenzione, ma è come se fosse stato considerato fuori tema. Partita la gara, lo share è stato tra il 45 e il 55% di share. Significa che il pubblico televisivo è intelligente e vuole vedere lo spettacolo”.

Ieri Beppe Grillo, dopo l’incontro con il premier incaricato, è tornato sulla sua serata sanremese: “Sono stanco, ieri ero a farmi prendere in giro da Fazio con i finti operai che si buttavano dall’Ariston”. Finti operai? Vediamo quel che si è ricostruito. La versione ufficiale è questa: i lavoratori del Consorzio Unico di bacino di Napoli e Caserta – Salvatore Ferrigno, Antonio Sollazzo, Marino Masicano e Maria Rosaria Pascale – si sono comprati un biglietto di galleria, due al botteghino (100 euro) e due ai bagarini (180 euro). Poi sono entrati e subito la Pascale ha finto uno svenimento, attirando l’attenzione della sicurezza e degli spettatori che erano lì accanto. Approfittando della distrazione generale, Sollazzo e Marsicano si sono arrampicati sulle ringhiere laterali e hanno interrotto il monologo ambientalista di Fazio. Secondo le forze dell’ordine, i quattro – denunciati per violenza privata – hanno precedenti di polizia per diversi reati: truffa per assenteismo dal posto di lavoro, interruzione di pubblico servizio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, reati contro il patrimonio, e sono stati sottoposti anche a misure di prevenzione (Daspo).

Quando sono stati condotti fuori dall’Ariston, sono stati portati in questura per l’identificazione. Poi hanno trascorso la notte all’hotel Nazionale, un albergo nel centro di Sanremo. Come hanno fatto quattro disoccupati a pagarsi un albergo a quattro stelle, che nel periodo del Festival ha prezzi inavvicinabili? Lo abbiamo chiesto a loro. “Ieri sera siamo usciti dall’Ariston e siamo stati avvicinati da una persona che ci ha detto di lavorare a La vita in diretta”, spiega Sollazzo. “Ci ha invitato a partecipare al programma, il giorno dopo. Ci ha raccomandato di non dire una parola a nessun giornalista, di non parlare prima della trasmissione. E ha aggiunto che ci avrebbe pagato l’albergo. Sennò noi tornavamo subito verso casa in macchina, non c’avevamo i soldi per un albergo così. Poi noi siamo stati al commissariato e dopo siamo andati a dormire, nell’hotel che ci hanno indicato. Hanno pagato loro, anche se poi ci hanno detto che qualcuno, in alto, ha messo il veto, che non potevamo andarci”. Ma chi è il personaggio “in alto” che messo il veto? Giancarlo Leone spiega che “non è il caso di dare un palcoscenico e ulteriore risonanza a queste persone”. Certo, dal punto di vista della Rai, il ragionamento non fa una piega. Infatti: è possibile che i dirigenti de La vita in diretta non abbiano pensato di fare un torto alla direzione di Rete, ospitando coloro che il giorno prima avevano messo in subbuglio il programma più importante dell’anno? Al di là delle intenzioni, resta – se è vero quello che dice Sollazzo – il paradosso di un’azienda danneggiata nell’immagine (e non solo, visto che c’è una denuncia per violenza privata) che paga l’albergo ai guastatori. All’Hotel Nazionale non si sbottonano più di tanto, si limitano a confermare che in effetti i quattro hanno dormito lì: “C’è un’inchiesta, non è il caso di dire altro”. Sul tavolo del procuratore capo di Imperia Giuseppe Geremia (che l’altra sera era in sala), però l’inchiesta arriverà nei prossimi giorni.

@silviatruzzi1