Una bella sorpresa dopo tante delusioni. Alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 l’Italia è bronzo nella staffetta mista di Biathlon. E torna sul podio in questa disciplina a distanza di 16 anni dall’ultima volta, dall’argento di Pieralberto Carrara a Nagano 1998.

Merito di Dorothea Wierer (nella foto), Karin Oberhofer, Markus Windisch e Lukas Hofer: sono loro i quattro atleti ad aver riscritto la storia del Biathlon azzurro. In Hofer, del resto, in carriera già bronzo mondiale e vincitore in Coppa del Mondo, erano riposte speranze anche per una medaglia nell’individuale. Il podio, invece, è arrivato nella staffetta mista, grazie ad una prestazione di gruppo costante e difficilmente pronosticabile alla vigilia: bravissima la Wierer, impeccabile al poligono e seconda al termine del primo giro.

Lei (con i suoi 23anni la più piccola di una staffetta molto giovane, meno di 25 anni d’età media) ha costruito il vantaggio decisivo che gli altri azzurri hanno difeso: Oberhofer ha chiuso terza con un buon margine sulle inseguitrici, Windisch ha dimostrato grande carattere nel salvarsi al tiro quando il giro di penalità sembrava molto vicino. Lì le cose si sarebbero potute complicare e invece il biatleta di Brunico non ha tremato quando più contava. A quel punto Hofer ha potuto completato l’opera, con un perfetto 10 su 10 al poligono che gli ha permesso di mantenere a distanza l’arrembante Germania.

Sul podio, nella prima volta olimpica della staffetta mista (disciplina all’esordio ai Giochi), dietro alla fortissima Norvegia e alla Repubblica Ceca sale proprio l’Italia. Che muove così il medagliere: è la settima medaglia a Sochi. Importante anche per dare maggior profondità e varietà al bottino di podi, fin qui arrivati quasi solo dallo short track e dallo sci alpino.

Una soddisfazione che cancella i rimpianti della mattinata, dove l’Italia aveva sognato con Davide Simoncelli, terzo alla fine della prima manche dello slalom gigante. Poi il flop nella seconda discesa: il 35enne sciatore di Rovereto è partito male e arrivato peggio, concludendo solo al 17esimo posto. Alla fine il migliore degli azzurri è stato il giovane e talentuoso Luca De Aliprandini: 23anni e undicesimo a Sochi, forse medaglia in un prossimo futuro.

In serata, invece, grande attesa per Carolina Kostner, che intorno alle 19,45 sarà impegnata nel programma corto della gara individuale. Una medaglia è difficile, ma la pattinatrice azzurra è apparsa in grande forma nella prova a squadra. Chissà che a Sochi non possa spezzare la sua personalissima maledizione olimpica: in carriera cinque Europei, un Mondiale, e nessuna medaglia ai Giochi. Fino ad ora.