Era il 3 luglio 2011 e la guerriglia tra forze dell’ordine e manifestanti durò ore con un bilancio finale di diversi feriti. Una giornata così violenta da far invocare al presidente della Repubblica un intervento di “massima fermezza” contro la “violenza eversiva“. Che è stata esercitata, secondo la Procura di Torino, anche da alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Un carabiniere in particolare, l’unico riconosciuto grazie a un tatuaggio visibile in alcune immagini, è stato citato a giudizio per lesioni ai danni di un dimostrante.

Il processo inizierà nel 2015. Quello nei confronti dei manifestanti no Tav invece era iniziato nel novembre del 2012. Gli scontri del 3 luglio 2011, avvenuti durante un prolungato tentativo di attacco dei No Tav al cantiere di Chiomonte, sono al vaglio di un maxi-processo in corso nell’aula bunker delle Vallette con 53 attivisti imputati e circa 200 parti offese tra poliziotti, carabinieri e finanzieri.  

Nel video presente sul sito di Notav.info le immagini delle violenze

Il militare risponderà di fatti denunciati dagli stessi No Tav con il supporto di un video: due dimostranti, entrambi anarchici della zona di Modena, dopo essere stato bloccati fra la boscaglia, vennero trascinati dietro le recinzioni in una zona di sicurezza, e nel frattempo furono colpiti con calci e manganellate. Fra le decine di presenti il carabiniere – in mimetica – è stato l’unico identificato con certezza per via del tatuaggio sul braccio sinistro.