Roma, Caffè Ciampini, venti minuti alle nove di mattina. Martedì 18 febbraio, primo giorno di consultazioni di Matteo Renzi (segretario Pd) per il nuovo governo. Due plurinquisiti berlusconiani prendono un caffè e fumano. Parlano 40 minuti. Le scorte a debita distanza. Denis Verdini (senatore e coordinatore di FI) e Nicola Cosentino (ex sottosegretario Pdl). Il primo è lo sherpa berlusconiano per le riforme, amico e concittadino del sindaco di Firenze futuro premier. Il secondo è il Casalese della politica, sotto processo per camorra, e soprattutto guida spirituale dei dissidenti azzurri in Campania, contro la nomina del coordinatore regionale, il senatore Domenico De Siano, amico di Francesca Pascale, la fidanzata del Condannato. La discussione tra Verdini e Cosentino è fittissima, a tratti animata. La sede nazionale di Forza Italia è a pochi passi. Siamo in piazza San Lorenzo in lucina, nella Capitale del potere. Tutto immortalato da una telecamera de ilfattoquotidiano.it. Tra poche ore, prima di mezzogiorno, da Renzi andrà la delegazione di Gal, il gruppo autonomista del Senato. Tra i convocati c’è anche Vincenzo D’Anna, cosentiniano di ferro, eletto nel Pdl e dato in prestito a Gal, insieme ad altri senatori berlusconiani. Nel gruppo di Gal al Senato ci sono altri tre cosentiniani di ferro: Giovanni Mauro, Pietro Langella, Antonio Milio, tutti ex Pdl.
E’ la conferma che la trattativa parallela tra Renzi e Verdini, e che tanto fa spaventare e arrabbiare gli scissionisti di Alfano, va avanti. Tutto risale a venerdì scorso, giorno di San Valentino. Il ministro ciellino di Ncd Maurizio Lupi telefona infuriato a un suo amico di Forza Italia: “Verdini sta trattando con Cosentino per formare un gruppetto di senatori azzurri e aiutare Renzi a Palazzo Madama. Vuole fotterci, ma non lo consentiremo”.
La manovra di Verdini è doppia: non rimanere fuori dalle trattative per il nuovo esecutivo (e magari chiedere garanzie per B. su giustizia e comunicazioni, al solito) ed emarginare gli odiati cugini del Nuovo Centrodestra. Doppia trattativa, doppia maggioranza. I senatori contattati sono undici. Tutti smentiscono. Anche Verdini e Cosentino, che specificano: “Non ci vediamo e parliamo da tempo”. Oggi la smentita, dal vivo. In una giornata di sole a Roma.  Inoltre, l’ex sottosegretario all’Economia ed ex coordinatore del Pdl Campania era uscito dagli arresti domiciliari lo scorso novembre dopo aver passato più di 4 mesi in carcere a Secondigliano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’inchiesta sulla costruzione di un grosso centro commerciale. La decisione della Cassazione si fondava sulla “constatazione che Cosentino non ricopriva più alcun ruolo politico e non faceva più politica e, dunque, non era necessaria la custodia cautelare”.
Poco dopo l’incontro Verdini-Cosentino al bar Ciampini, la delegazione di Gal ha incontrato alla Camera il premier in pectore, offrendogli la disponibilità ad appoggiare il governo. “Gal è un gruppo che ha al suo interno una certa dialettica, sarà sviluppata con attenzione nei giorni che seguiranno, una volta letto il programma e sentita l’illustrazione che il governo farà nelle aule del Parlamento”, ha spiegato il capogruppo in Senato Mario Ferrara. Il cosentiniano D’Anna ha chiesto che nel suddetto programma sia centrale la riorganizzazione dei “fondi per la sanità”.
In serata, Verdini e Cosentino hanno diffuso note che smentiscono l’esistenza di una manovra pro Renzi dietro il caffè bevuto al bar Ciampini di Roma (leggi).

di Fabrizio d’Esposito e David Perluigi, montaggio di Samuele Orini