C’era una vecchia barzelletta che diceva così. “L’avvocato Gianni Agnelli aveva sempre avuto un grande fiuto per gli affari. A sedici anni il nonno gli regalò 1.000 lire con le quali Gianni comprò tre mele che rivendette a 1.300 lire. Quindi investì questo nuovo capitale per comperare cinque mele che rivendette a 2.000 lire, subito reinvestite in sei mele che gli fruttarono 3.000 lire. Quando, a questo punto, avendo capito che il business funzionava, si accingeva a correre il rischio imprenditoriale di comprarsi un’apetta, improvvisamente, grazie ad una congiuntura favorevole del mercato, morì suo nonno lasciandogli in eredità 100mila miliardi di lire.”

C’è da dire che l’avvocato ha sempre avuto rispetto per tutti coloro ai quali, a differenza di lui, le congiunture favorevoli del mercato non hanno sostituito l’acquisto di un’apetta con 100mila miliardi di eredità, e che a differenza di lui hanno dovuto continuare la gavetta delle cassette, fossero esse di mele o di qualsiasi altra cosa.

Lo stesso rispetto – forse per assenza della stessa intelligenza – non ha avuto il nipote dell’avvocato, John Elkann, avventurandosi in una dichiarazione di questo tipo “Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione“; per poi rincarare la dose con “Ci sono tantissimi lavori da fare, c’è tantissima domanda di lavoro, ma manca proprio l’offerta. Certo, io sono stato fortunato ad avere molte opportunità, ma quando le ho viste ho saputo anche coglierle”.

Viene da chiedersi in quale realtà geografica e in quale epoca storica vivano i due neuroni che si rincorrono ansanti nel cervello del rampollo Agnelli. Capisco la fatica di essere rampolli ma, forse, tra una scaramuccia con Della Valle, una settimana bianca e una fuitina in Fiat con Marchionne, il povero John potrebbe assumere un insegnante di sostegno che gli spieghi quello che scrivono i giornali e che racconta qualunque programma televisivo 24 ore su 24. Perché tutti questi giovani che poltriscono sui divani di casa per comodità ed assenza di ambizione, snobbando l’esondante domanda di lavoro che il paese offre loro, potrebbero sempre decidere di alzarsi dal divano, andare a prendere le mele nelle famose cassette di cui sopra e, come si faceva nell’avanspettacolo degli anni 50, andargliele a tirare.

E menomale che il problema era Lapo…