Il dibattito più depressivo degli ultimi vent’anni – quello alla direzione del Pd, naturalmente – merita almeno il tentativo di un sorriso amaro. Si proverà dunque a tracciare un pagellone (s)ragionato del folle circo democrat di questi giorni, tra equilibristi sul filo, lustrastivali in servizio permanente effettivo, smemorati di se stessi. Pensando che per scovare qualche risicatissima sufficienza abbiamo dovuto fare una fatica boia.

Franceschini – Traghetta immediatamente nell’arca renziana la sua personalissima e ben nota predisposizione a voltare le spalle al segretario che perde, per cui si prepara sin da subito all’organizzazione del futuro tradimento di Matteo Renzi con tempi e modi che la vita politica doviziosamente gli metterà a disposizione. Nel frattempo, per tranquillizzare il nuovo presidente del Consiglio, si fa fotografare vicino alla sua Smart blu come la più accesa delle groupie. Camaleontico (Letta se lo prende lo ammazza).
VOTO : 2

Civati – Battutista di livello, pronuncia la migliore della giornata: «Voterò contro». A fine direzione, si accoderanno in quindici, ma lui ha almeno il pregio di aver aperto il fronte di quelli che non vogliono farsi mettere la dignità sotto le suole. Ercolino Sempre in Piedi.
VOTO : 6,5

Zanda – Il suo epico ricordo di Enrico Letta, scandito al Nazareno su accenti pascoliani, lo commuove sin quasi alla lacrima: «L’ho visto tirare la carretta del governo quasi da sol…», ma poi il concreto pensiero di sfangarla (da senatore) sino al 2018 (duemilaediciotto) gli riporta immediatamente il buonumore. Super gauche caviar.
VOTO : 4

Orfini – Prima di parlare al microfono, accende il registratore dove si è fatto incidere l’intervento da Massimo D’Alema. La traccia, lo schema, sono sempre quelli: negare sempre, negare tutto. Negare di aver voluto Renzi (politicamente) morto, negare di averlo considerato un intruso, un marziano, all’interno del Partito Democratico, negare perfino di aver pensato di lasciare il Pd per una sinistra davvero vicina agli ultimi. E mostrarsi entusiasti (per quanto può essere entusiasta uno come Orfini) del medesimo Renzi (tanto da guadagnarsi uno straccio di citazione tra i ministri possibili: Orfini alla Cultura, no!). Esiziale.
VOTO : 3

Renzi – Ormai quando passa per strada tutti gli urlano «Zampa»: ciao Zampa!, vai Zampa!, Zampa, sei un grande!, Zampa, facce Tarzan! Sulle prime Renzi ha tenuto botta, pensando sinceramente a una delle solite offensive canine con i soliti, insopportabili, molestatori stradali. E così, a tutti ha restituito il suo immancabile sorriso inox, senza peraltro riceverne di ritorno. Insospettito, ha chiesto al fido Guerini, il coordinatore della sua segreteria, di indagare la questione, fino a che il mite Lorenzo ha scoperto il vero motivo. Verso sera, rimasti soli, ha preso da parte il segretario: «Ehm ehm… guarda Matteo che i cani non c’entrano, qui c’entra il calcio. E la cosa non è bellissima». In che senso il calcio, gli ha risposto quello. «Nel senso che Zampa sta per Zamparini, il presidente che ha la media caccia-allenatori più alta della storia del calcio. Sai, Matteo, da quando hai cominciato a rottamare siamo a quota cinquantacinque, con Letta cinquantasei…». Cercasi Mourinho disperatamente.
VOTO : 4/5

Bindi (Rosy) – Giorni che non parla. Il che, in linea puramente teorica, non dispiacerebbe. Eppure, è stata la seconda vittima designata di Cattivissimo Ma(tteo). Possibile che non avesse proprio nulla da dire, possibile che il triplo avvitamento carpiato e ritornato del sindaco di Firenze non le abbia stimolato qualche riflessioncina delle sue?  Il silenzio depone al peggio: visto che l’inquilino del Colle prima o poi sgommerà, non è che si è messa in testa di entrare direttamente nel cortile del Quirinale con la sua Panda? Luciferina.
VOTO 6+ (al silenzio)

Bersani – Il più grande smacchiatore di giaguari della storia entra in questa classifica solo per dirgli grazie. Grazie di essere stato una persona molto perbene, molto appassionata e molto sfortunata. Uè ragassi…
VOTO 10 (senza se e senza ma)