Editoriale di Marco Travaglio, che in una immaginaria lettera di un ragazzo inglese alla sua fidanzata, spiega che Renzi diventato presidente del Consiglio nonostante abbia sempre negato la possibilità e ironizza sull’incontro tra Napolitano e Monti, rivelato nel nuovo libro di Alan Friedman (“un giornalista che parla come Ollio”). Ed esordisce: “Lunedì i giornali titolavano: “Napolitano blinda Letta”. Sai com’è finita? Il banchiere Passera scriveva il programma del nuovo governo con Berlusconi ancora in carica”. Il giornalista ripercorre doviziosamente tutte le tappe degli ultimi due anni, dimostrando come in realtà il capo dello Stato abbia salvato in più occasioni il Cavaliere. E aggiunge: “Il presidente è fatto così: appena nasce un governo, lui consulta qualcuno per farne un altro“. Il vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” osserva: “La Consulta non si riferiva ai giornalisti, ma ai magistrati che non possono intercettare il presidente. Non vorrei che pure Friedman finisse davanti alla Consulta e bruciassero pure il suo libro per lesa maestà”. Sul Cavaliere precisa: “Berlusconi, come dice Cecchi Gori, se gli dai un dito, ti si prende il culo. Il Cavaliere dice che la crisi è un’invenzione, “l’Italia è benestante, i ristoranti sono pieni, gli aerei pure”. Inevitabili i riferimenti al Pd, al governo Monti (“un anno di massacro sociale”) e al governo Letta: “Letta aveva detto ‘non voglio galleggiare’. Infatti affonda. Renzi prende il potere, Napolitano viene affossato da Friedman, Renzi e Letta si scontrano e Berlusconi, dopo aver perso due mesi di condanna grazie allo svuotacarceri, torna a fine anno come nuovo”. E conclude: “Capito come sono i golpe all’italiana? Uno spasso. In Italia basta non essere italiani e si gode come ricci