“Il segretario generale dell’Onu Ban ki-moon, durante il colloquio di ieri, mi ha assicurato comprensione e l’assicurazione di una sua successiva azione nei confronti delle autorità indiane”. Queste le parole pronunciate dal ministro degli Esteri Emma Bonino, chiamata a riferire in aula al Senato sulla vicenda dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, accusati di aver ucciso due pescatori indiani. Dalla riunione di mercoledì a New York dei 28 paesi Ue è giunta, aggiunge il ministro, “piena adesione e incondizionata solidarietà ed è stata convenuta una nuova demarche sul segretario generale della Nato Ban Ki-moon nelle prossime ore”. Stando alle parole del titolare della Farnesina, il segretario delle Nazioni Unite potrebbe quindi compiere una parziale retromarcia ed esprimere una posizione più chiara sulla vicenda. Mercoledì, il segretario aveva escluso un intervento dell’organizzazione,  “perché si tratta di una questione bilaterale che riguarda l’Italia e l’India”. L’obiettivo del governo italiano rimane quello di riportare a casa i due fucilieri del San Marco e allo stesso tempo, chiarisce Bonino, farlo con “dignità”.

Le parole di Ban ki-moon sono state accolte con “rammarico e perplessità” dalla Bonino.”Non si tratta di una divergenza tra due membri dell’Onu, bensì di una massa critica di Stati che solleva un problema di principio fondamentale”. “Martedì – continua il ministro – avevo riferito di aver aperto un canale in ambito Nasto e Onu cercando solidarietà” sulla vicenda dei Marò “sempre tenuto conto che non è scontato avere solidarietà. In effetti questa solidarietà si è riproposta ieri di fronte alle commissioni Esteri del Parlamento Europeo. Per quanto riguarda la Nato è arrivata la riconferma ieri della condivisione di preoccupazioni e allarme per quanto riguarda l’impatto della vicenda sull’intero impianto delle operazioni antipirateria“.